«Solo novanta mesi.» Nel 1968 la rivista interna dell’Organizzazione cominciò il conto alla rovescia. Le persone che seguirono quel conto fecero scelte che non poterono disfare.
Introduzione
La profezia del 1975 è uno degli episodi più studiati nella storia dei Testimoni di Geova. Quando Joseph Rutherford morì nel gennaio 1942, lasciò un’organizzazione compatta, disciplinata, e fortemente centralizzata. Lasciò anche una profezia non avverata: l’imminente fine del mondo, che sembrava sempre imminente e non arrivava mai.
Il suo successore, Nathan Homer Knorr, capì che l’Organizzazione aveva bisogno di qualcosa di diverso dalla grandiosità visionaria di Rutherford. Aveva bisogno di struttura, metodo, e — soprattutto — di una nuova data.
Quella data arrivò nel 1966: il 1975.
Questo articolo racconta i trent’anni tra la morte di Rutherford e la più grande crisi interna che l’Organizzazione abbia mai attraversato: quando centinaia di migliaia di persone aspettavano la fine del mondo, e la fine del mondo non arrivò.
1. Nathan Homer Knorr: l’uomo dell’organizzazione
Nato nel 1905 in Pennsylvania, Knorr non ha nulla della personalità carismatica di Russell né della durezza combattiva di Rutherford. È un uomo di sistema. Un organizzatore.
Diventa presidente della Watch Tower Society nel gennaio 1942, a trentasei anni, dopo la morte improvvisa di Rutherford. Una delle sue prime decisioni è significativa: smette di pubblicare gli articoli della Torre di Guardia con il nome dell’autore. D’ora in poi, tutto è anonimo — scritto non da una persona ma dall'”Organizzazione”. La verità non dipende da chi la dice. Viene dall’alto.
Sotto la guida di Knorr, l’Organizzazione si trasforma in una macchina di espansione globale.
La Scuola di Galaad (1943). Knorr fonda la Scuola Biblica di Galaad — una scuola missionaria interna che forma predicatori da mandare in tutto il mondo. In vent’anni, migliaia di missionari vengono formati e inviati in ogni angolo del pianeta. I TdG crescono da poche centinaia di migliaia a diversi milioni.
La Traduzione del Nuovo Mondo (NWT). Tra il 1950 e il 1960, la Watch Tower pubblica la propria traduzione della Bibbia. È un passo straordinario: l’Organizzazione non si limita più a interpretare la Bibbia attraverso le proprie pubblicazioni — ora possiede la propria versione della Bibbia. Le implicazioni teologiche e di controllo sono enormi. Dedicheremo alla NWT un articolo separato.
La struttura delle adunanze. Knorr standardizza e intensifica il calendario della vita congregazionale: adunanze durante la settimana, studio personale, servizio di campo nel fine settimana. La vita di un TdG attivo è quasi interamente organizzata dall’Organizzazione. Il tempo libero — e con esso lo spazio per il dubbio — si riduce progressivamente.
2. La dottrina delle trasfusioni di sangue (1945)
Tra le eredità più pesanti del periodo Knorr c’è l’introduzione, nel 1945, della proibizione delle trasfusioni di sangue.
Non è Knorr in persona ad articolare la dottrina — è elaborata dal comitato editoriale della Watch Tower, composto da persone senza formazione medica. Ma è sotto la sua presidenza che viene adottata, diffusa e resa vincolante.
Le conseguenze di questa decisione — in termini di vite umane — sono state documentate in decenni di letteratura medica e giurisprudenza. Ne abbiamo scritto in dettaglio nell’articolo dedicato a questa dottrina. Qui basta ricordare che quella decisione fu presa da un gruppo di uomini nel 1945, sulla base di un’interpretazione di testi biblici scritti millenni prima, e che da allora non è mai stata revocata — nonostante i morti, nonostante le sentenze, nonostante le revisioni parziali.
3. Il 1975: la grande profezia
La storia del 1975 è la storia più istruttiva di tutto questo periodo — perché è la storia in cui l’Organizzazione sbagliò alla massima scala possibile, e la risposta che diede dimostra, più di qualsiasi altra cosa, come funziona il meccanismo interno.
L’origine della profezia. Nel 1966 la Watch Tower pubblica un libro intitolato Vita eterna in libertà dei figli di Dio (Life Everlasting in Freedom of the Sons of God). Il libro è presentato all’assemblea internazionale di Baltimore nel settembre 1966. A pagina 29, il libro afferma con linguaggio esplicito:
«Secondo questa degna di fiducia cronologia biblica, seimila anni dalla creazione dell’uomo termineranno nel 1975, e il settimo periodo di mille anni di storia umana inizierà nell’autunno del 1975 d.C.»
— Watch Tower Bible and Tract Society, Life Everlasting in Freedom of the Sons of God, 1966, p. 29 (traduzione dall’inglese)
A pagina 31 è presente una tavola sinottica che riporta esplicitamente: 1975 = Anno Mundi 6000. Nella teologia TdG, il settimo millennio corrisponde al regno millenario di Cristo — il che rende la profezia operativa: se il sesto millennio termina nel 1975, il settimo — e con esso la fine del “sistema di cose” — inizia nello stesso autunno.
Il messaggio viene amplificato sistematicamente. Il Kingdom Ministry del marzo 1968 pone la domanda diretta: «Quanto tempo rimane?» L’edizione del maggio 1968 risponde con una formula che diventerà il simbolo della campagna:
«Con soli circa novanta mesi rimasti prima dell’anno 6000 dal completamento della creazione dell’umanità, è tempo che i servitori di Dio si muovano con sempre maggiore urgenza.»
— Kingdom Ministry, maggio 1968 (traduzione dall’inglese)
“Novanta mesi”: non un’ipotesi, non un auspicio. Un conto alla rovescia.
La risposta dei fedeli. Le conseguenze sulla vita delle persone furono reali e documentate. Molti TdG, persuasi che il mondo sarebbe finito nel 1975, presero decisioni radicali:
– vendettero case e proprietà
– abbandonarono i piani universitari (“a che scopo studiare se il mondo finisce?”)
– non risparmiarono per la pensione
– posticiparono cure mediche
– rimandarono o cancellarono piani familiari
Sono scelte che avrebbero marcato le vite di queste persone per decenni.
Il 1975 arriva — e passa. Il 1975 non portò né la fine del mondo né l’inizio del millennio. L’Organizzazione reagì prima con il silenzio, poi con reinterpretazioni. Forse il calcolo partiva dal 1976. Forse dalla morte di Adamo, non dalla sua creazione. Forse i fedeli avevano capito male.
Solo nel 1980, quattro anni dopo, la Torre di Guardia del 15 marzo pubblicò un’ammissione parziale:
«Ci fu una notevole attesa riguardo all’anno 1975. […] È spiacevole che queste ultime affermazioni abbiano apparentemente messo in ombra quelle caute e abbiano contribuito ad accrescere un’aspettativa già avviata.»
— The Watchtower, 15 marzo 1980, p. 17 (traduzione dall’inglese; edizione italiana: La Torre di Guardia, 1 settembre 1980)
Nessuno firma quel rammarico. La forma è impersonale, “è spiacevole”, e il soggetto che avrebbe dovuto comparire, cioè chi aveva scritto quelle affermazioni, resta fuori dalla frase. Il riconoscimento più esplicito arriverà solo citando un numero precedente: la Torre di Guardia del 15 luglio 1976 aveva incluso fra i delusi anche “le persone che avevano a che fare con la pubblicazione delle informazioni” che alimentarono le attese. Le citazioni del 1966 e del 1968, dal canto loro, erano inequivocabili nel linguaggio di certezza.
Il costo si vede nei rapporti annuali. I proclamatori nel mondo erano circa 2.138.000 nel 1976, 2.117.000 nel 1977, 2.087.000 nel 1978, 2.097.000 nel 1979. Il calo assoluto è di poco più di cinquantamila unità, intorno al due per cento: numeri modesti se letti da soli. Contano per un’altra ragione. Dopo un decennio di crescita a doppia cifra, e in un’organizzazione che pubblica ogni anno le proprie statistiche come prova dell’approvazione divina, cinque anni di stagnazione sono un fatto teologico prima che numerico. Nello stesso periodo i battesimi crollano e la quota di inattivi cresce.
4. Il meccanismo della profezia fallita
La storia del 1975 non è un incidente. È parte di un pattern che si ripete con variazioni da Russell in poi.
Lo schema è sempre lo stesso:
- L’Organizzazione annuncia con certezza una data o un evento profetico.
- I fedeli si comportano di conseguenza, a volte con conseguenze irreversibili.
- La data arriva senza che l’evento si verifichi.
- L’Organizzazione non ritira la profezia — la reinterpreta, o sposta il termine.
- La responsabilità per le aspettative deluse viene attribuita ai fedeli (“avevano capito male”, “erano troppo entusiasti”).
- Il fedele che protesta viene trattato come spiritualmente immaturo, o peggio.
Questo schema era già presente in Russell con il 1914, e in Rutherford con le aspettative post-1914. Il 1975 ne è l’esecuzione su scala globale.
L’Organizzazione non ha mai pagato un prezzo istituzionale per il 1975. Non ci sono state dimissioni, non ci sono stati processi, non ci sono stati risarcimenti. I dirigenti che avevano promosso le aspettative del 1975 rimasero al loro posto. I fedeli che avevano perso case, risparmi, opportunità, ricevettero al massimo un invito alla “maturità spirituale” — ovvero, a non tenere il conto.
5. La morte di Knorr e la fine di un’era
Nathan Homer Knorr morì il 8 giugno 1977. In trentacinque anni di presidenza aveva trasformato un movimento americano di poche centinaia di migliaia di membri in un’organizzazione globale con oltre tre milioni di fedeli in oltre 200 paesi.
Aveva lasciato anche, in eredità, la più grande crisi di credibilità della storia dell’Organizzazione — una crisi che il suo successore, Frederick William Franz (zio di Raymond Franz), avrebbe dovuto gestire mentre, nello stesso periodo, arrivavano sulla scrivania del Corpo Direttivo le ricerche di Carl Olof Jonsson sul 607 a.C.
Ma questa è la storia del prossimo articolo.
6. La posizione di Morpheo
La storia del 1975 la conosco non dai libri, ma dalle persone.
Mia madre me ne ha parlato solo di rado, e sempre con quella cautela con cui si parla delle cose che fanno ancora male. Era giovane nel 1975. Non aveva ancora incontrato i TdG — quel momento sarebbe arrivato qualche anno dopo. Ma alcune delle persone che avrebbe conosciuto nella congregazione avevano vissuto quella delusione direttamente. E nessuna di loro ne parlava volentieri.
Quello che mi ha sempre colpito, quando ne parlavo con adulti della congregazione, era la risposta standard: “Eravamo troppo entusiasti. L’Organizzazione non aveva mai detto con certezza che sarebbe finita nel 1975.” Ma gli articoli di quel periodo dicono altro. E gli articoli non mentono.
Ho imparato — tardi, ma l’ho imparato — che c’è una differenza fondamentale tra chi sbaglia e ammette di aver sbagliato, e chi sbaglia e riscrive la storia. L’Organizzazione ha scelto sempre la seconda opzione.
Fonti principali
Pubblicazioni Watch Tower Society (fonti primarie):
– Watch Tower Bible and Tract Society. Life Everlasting in Freedom of the Sons of God (IT: Vita eterna in libertà dei figli di Dio). 1966. [p. 29: cit. «trustworthy Bible chronology… will end in 1975»; p. 31: tavola Anno Mundi 1975=6000]
– Watch Tower Bible and Tract Society. Kingdom Ministry, maggio 1968. [cit. «only about ninety months left»]
– Watch Tower Bible and Tract Society. The Watchtower, 15 marzo 1980, pp. 16-20, “Choosing the Best Way of Life”. [parziale ammissione sul 1975; edizione italiana: La Torre di Guardia, 1 settembre 1980]
– Watch Tower Bible and Tract Society. Kingdom Ministry, marzo 1974. [sollecitazione a «usare le risorse per il servizio»]
Fonti accademiche:
– Penton, M.J. (1997). Apocalypse Delayed (2a ed.). University of Toronto Press. [cap. 6–8: la profezia del 1975 e le sue conseguenze]
– Franz, R.V. (2004). Crisis of Conscience (4a ed.). Commentary Press. [cap. 2, 6: Frederick Franz come responsabile del calcolo cronologico; la gestione istituzionale del fallimento]
– Singelenberg, R. (1990). “It Separated the Wheat from the Chaff: The ‘1975 Prophecy’ and Its Impact Among Dutch Jehovah’s Witnesses.” Sociological Analysis, 51(1), 23–40. [studio sociologico sull’impatto del fallimento in Olanda; pattern di uscita 1975–1980]
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