Questa è la storia di una lettera raccomandata inviata alla filiale di Roma dei Testimoni di Geova, e del seguito che non conosciamo.

Avevano trovato le domande da soli. Cercavano risposte dalla stessa Organizzazione. La lettera fu spedita raccomandata. Non sappiamo cosa abbiano ricevuto in risposta.


Introduzione

La lettera era indirizzata alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, Via della Bufalotta, 00141 Roma, la filiale italiana della Watch Tower Society. Raccomandata con avviso di ritorno, e copia per conoscenza al corpo degli anziani della congregazione locale.

I firmatari erano una coppia italiana: marito e moglie, entrambi battezzati da oltre vent’anni, con una figlia piccola. I loro nomi, nella versione che è conservata nell’archivio, sono sostituiti da XXXXXX. Non si conosce il seguito: se ricevettero risposta, se furono convocati da un comitato giudiziario, se lasciarono o rimasero nell’Organizzazione.

Il documento è databile e la sua provenienza è verificabile. La lettera cita l’inserto sul sangue pubblicato dal Ministero del Regno di novembre 2006 e riferisce di ricerche durate quasi tre anni: va quindi collocata fra il 2008 e l’inizio del 2010, verosimilmente nel 2009. La data esatta è stata oscurata insieme ai nomi. Gli autori l’hanno resa pubblica in forma anonimizzata sul forum di Infotdgeova, uno stralcio il 27 gennaio 2010 e il testo integrale l’8 febbraio 2010, insieme alla prima lettera alla Bethel, alle risposte ricevute e alla successiva lettera di dissociazione. Ha dunque una data e una sede di pubblicazione, e da lì è verificabile da terzi; non è un file d’archivio privato. Le risposte della Bethel a questa lettera furono pubblicate nello stesso thread come immagini ospitate su un servizio poi chiuso e non risultano oggi consultabili.

È la testimonianza diretta di due credenti che chiedono risposte all’organizzazione, non un documento che attesti una posizione ufficiale. Di quella vicenda resta il documento, e il documento dice molto su cosa significhi dubitare dall’interno.


1. Come cominciò

Tutto partì da una ricerca sul web. La coppia stava cercando informazioni su canzoni con messaggi subliminali, un tema che all’epoca circolava nelle congregazioni. In quella ricerca trovò una sezione critica sui Testimoni di Geova. Con l’atteggiamento di chi vuole smontare le menzogne, aprirono il link.

Alcune delle accuse le respinsero subito. Altre le turbarono. In particolare due: i simboli massonici sulle prime pubblicazioni della Watch Tower, e la questione dell’affiliazione WTS all’ONU come organizzazione non governativa.

Scrissero alla Bethel di Roma per chiedere chiarimenti. Ricevettero una risposta rapida. Si tranquillizzarono, provarono a chiudere il cassetto.

Poi nacque la figlia. E con lei arrivò la domanda che la coppia definisce “la questione più concreta”: come avrebbero affrontato un’emergenza medica che li mettesse di fronte alla dottrina sulle trasfusioni di sangue? Prima di insegnare qualcosa a una bambina, volevano capirlo davvero. Cominciarono a studiare. Lo fecero in modo autonomo, con fonti primarie, per tre anni.


2. Il metodo: tre anni, poi una raccomandata

La coppia descrive il proprio metodo con precisione: ricerche autonome e indipendenti, fonti ufficiali della Watch Tower, testi originali di Russell e Rutherford, documentazione pubblica. Consultarono esperti. Lavorarono con l’obiettivo di essere pronti a rispondere alle obiezioni di medici e giudici, non di trovare prove contro l’Organizzazione.

Ciò che trovarono li lasciò, nelle loro parole, «letteralmente sconcertati».

Tre anni di ricerca producono una lettera di una ventina di pagine, fittamente argomentata, con rimandi a pubblicazioni WTS specifiche e datate. Il tono è rispettoso, quasi formale. La struttura è quella di chi vuole ricevere risposte che tengano, non di chi vuole provocare. La lettera si apre con una dichiarazione di fede e si chiude con una disponibilità esplicita: se le risposte che arriveranno smontano i nostri ragionamenti con una base biblica chiara, torneremo a essere «felici e convinti Testimoni di Geova».

«Abbiamo copie e scritti di tutto», scrivono. «Di tutte le seguenti domande abbiamo bibliografia.»


3. Il caso centrale: sangue e trapianti

Ciclo inversioni dottrina trapianti: 1963, decisione personale, 1967-68, cannibalismo/espulsione, 1980, decisione personale

Il cuore della lettera è la questione del sangue e dei trapianti, che la coppia affronta punto per punto con la documentazione delle pubblicazioni WTS attraverso i decenni.

Il caso dei trapianti di organi è quello più documentato, perché la cronologia è verificabile:

Nel 1963, la Torre di Guardia rispondeva a un lettore che chiedeva se la Bibbia proibisse di donare i propri occhi dopo la morte: la risposta era che «non pare che vi sia implicato alcun principio o legge scritturale. È quindi una cosa che ognuno deve decidere da sé.»

Nel 1967, la stessa rivista dichiarava che i trapianti equivalgono al «cannibalismo». Chi accettava un trapianto rischiava la disassociazione.

Nel 1980, invertì nuovamente: i trapianti tornarono a essere «una questione che ciascun Testimone di Geova deve decidere in base alla propria coscienza.»

La coppia riassume la sequenza: 1963, nessun problema biblico; 1967, colpa che comportava la disassociazione; 1980, decisione personale. E pone la domanda: come è possibile che la stessa cosa sia stata considerata, nell’arco di diciassette anni, prima irrilevante, poi «cannibalismo», poi di nuovo una scelta individuale? Chi è morto tra il 1967 e il 1980 rifiutando un trapianto, sulla base di quella che l’Organizzazione chiamava volontà di Geova, è morto per niente?

La questione del sangue è affrontata con la stessa metodologia. Il Ministero del Regno del novembre 2006 aveva pubblicato un inserto sul sangue che conteneva questa affermazione:

«Le frazioni rientrano anch’esse nel comando biblico di astenersi dal sangue? Non possiamo dirlo con certezza. La Bibbia non contiene informazioni specifiche sulle frazioni del sangue.»

La coppia osserva: se la Bibbia non contiene informazioni specifiche sulle frazioni, con quale criterio si vieta il sangue intero e si lascia alla coscienza individuale la decisione sulle frazioni, estratte esattamente dai componenti vietati?

Un secondo argomento riguarda i globuli bianchi. La dottrina WTS li proibisce. Ma i globuli bianchi passano naturalmente dalla madre al bambino attraverso il latte materno, e in particolare attraverso il colostro, il liquido dei primissimi giorni di allattamento, ricchissimo di globuli bianchi. Se il trasferimento «naturale» di componenti del sangue è accettabile, perché le trasfusioni di globuli bianchi sono vietate?

Un terzo argomento: il Torre di Guardia del 1° giugno 1990 ammette che le immunoglobuline, una frazione del plasma, possono essere accettate per rafforzare il sistema immunitario. Usare il sangue per difendersi dalle malattie, quindi, è materia di coscienza. Usarlo per salvarsi la vita non lo è. La coppia commenta: «Stando a questa argomentazione, le difese naturali di una persona sarebbero più importanti della sua stessa vita.»


4. Le altre domande

Il sangue e i trapianti sono le domande centrali, ma la lettera ne contiene molte altre, elencate sistematicamente, ciascuna con riferimento alle fonti:

L’affiliazione WTS all’ONU come organizzazione non governativa tra il 1992 e il 2001, nello stesso periodo in cui le pubblicazioni indicavano l’ONU come la «bestia selvaggia» dell’Apocalisse. Il fatto che l’Organizzazione non ne avesse informato i propri fedeli per nove anni. Il fatto di aver dichiarato, il giorno dopo l’uscita dell’articolo del Guardian che la rivelò, che l’affiliazione era necessaria solo per accedere alle biblioteche ONU, che sono pubbliche.

La Beth Sarim: la villa costruita nel 1929 da Rutherford a San Diego con i fondi delle contribuzioni, ufficialmente destinata ad accogliere i patriarchi la cui resurrezione era stata annunciata per il 1925, quindi quattro anni dopo che quell’attesa era già fallita, abitata da Rutherford fino alla sua morte nel 1942.

La formula del battesimo modificata. Qui i dettagli contano, perché la versione che circola online è imprecisa. Il riferimento esplicito all’organizzazione entra nella seconda domanda battesimale nel 1985, con La Torre di Guardia del 1° giugno 1985, p. 30, edizione italiana del 1° ottobre 1985, p. 20: il candidato dichiara di comprendere che il proprio battesimo lo identifica come Testimone di Geova «in associazione con l’organizzazione diretta dallo spirito di Dio». Nel 2019 la formulazione è stata rivista di nuovo, spostando il riferimento dall’organizzazione allo spirito santo e all’associazione con la congregazione. Resta il punto che la coppia solleva: alla domanda su Padre, Figlio e Spirito Santo di Matteo 28:19 si è aggiunta, per trentaquattro anni, una dichiarazione di appartenenza a un ente.

I simboli massonici sulle prime pubblicazioni, il monumento piramidale della Watch Tower nel cimitero di Rosemont United, a Pittsburgh, poco distante dalla tomba di Russell, i rapporti di Rutherford con il regime nazista nel 1933 e la lettera alla Cancelleria di Hitler.

Le profezie fallite, 1914, 1918, 1925, 1975, presentate come «cibo a suo tempo» dal «fedele schiavo», e la domanda: «Può il cibo a suo tempo prima dire che i trapianti si possono fare, poi che è cannibalismo, e poi sì di nuovo? […] E tutti i morti che ci sono stati a causa di questi intendimenti, chi è colpevole di quelle morti?»


5. La conclusione: un atto di fede, non di abbandono

La chiusa della lettera definisce con precisione la posizione dei mittenti.

La coppia conferma la propria fede nella Bibbia e in Gesù Cristo. Conferma l’intenzione di educare la figlia su principi scritturali. Non si dichiara apostata, anzi, cita Esodo 18 e Proverbi 15 come fondamento del proprio diritto a esprimere perplessità e ricevere risposte.

E poi dice: per il momento hanno smesso di frequentare le adunanze, in attesa di risposta. Sono consapevoli di «non essere più in perfetta sintonia con tutti gli insegnamenti della Società». Sono disposti a cambiare, ma solo se le risposte che riceveranno «saranno non solo in grado di smontare i nostri ragionamenti, ma anche in perfetta ed esclusiva armonia con chiari principi ed insegnamenti della Sacra Bibbia».

«Siamo fiduciosi e speriamo di tutto cuore che ciò possa avvenire.»

Non sappiamo cosa avvenne. La lettera è un documento senza seguito conosciuto.


6. Quello che il documento mostra

La lettera viene dall’Italia. L’hanno scritta due persone cresciute nella congregazione, con più di vent’anni di fedeltà, che hanno applicato il metodo di studio che l’Organizzazione stessa insegna, verificare le fonti, cercare, provare, e sono arrivate a domande che non riescono a risolvere.

Non sono arrivate a quelle domande leggendo siti critici. Ci sono arrivate leggendo la Torre di Guardia.

Il documento mostra come funziona il processo di dubbio dall’interno: non come un atto di ribellione, ma come il risultato di un’applicazione coerente dei principi che l’Organizzazione trasmette. Studia la Bibbia. Verifica le fonti. Accertati di ogni cosa. Queste istruzioni, seguite fino in fondo, producono le domande della lettera.


Da qui in avanti non è documentazione: è la lettura dell’autore.

7. La posizione di Morpheo

Ho letto questa lettera più volte. Ogni volta mi colpisce la stessa cosa: il tono.

Non è una lettera arrabbiata. Non è una lettera di chi vuole andarsene. È la lettera di due persone che sperano ancora, genuinamente, che qualcuno risponda nel merito. Che ci sia una spiegazione che regge. Che i tre anni di ricerca siano stati un equivoco.

Conosco quel tono. È il tono di chi non ha smesso di sperare che la risposta arrivi dall’interno.

Quello che non sappiamo è se arrivò. Non sappiamo se ricevettero risposta, se vennero convocati, se lasciarono, se restarono. I loro nomi sono cancellati. La loro storia è conservata solo in questo documento.

Ma la domanda che fecero, «chi è colpevole di quelle morti?», rimane aperta, indipendentemente da ciò che accadde a loro dopo.


Fonti

  • Lettera ai TdG: Dubbi e perplessità (autori anonimi, Italia, anni 2000). Documento privato conservato in archivio, provenienza italiana, indirizzato alla filiale Watch Tower Italy: Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, Roma. I nomi dei mittenti sono anonimizzati nel documento originale.
  • Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 15 marzo 1963, p. 192 (trapianti: nessun principio scritturale, questione personale). [wol.jw.org]
  • Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 15 marzo 1968, pp. 190-192, “Domande dai lettori”, edizione italiana di The Watchtower del 15 novembre 1967, pp. 702-704: è il testo che introduce l’equiparazione fra trapianto e cannibalismo («questo sarebbe stato cannibalismo, una pratica aborrita da ogni persona civile»). [wol.jw.org]
  • Watch Tower Bible and Tract Society. Svegliatevi!, 22 dicembre 1972, pp. 26-28, “‘Astenetevi dal sangue’”: «l’atteggiamento dei cristiani testimoni di Geova, che tali trapianti sono in effetti una forma di cannibalismo, fu una salvaguardia». [wol.jw.org]
  • Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 1° settembre 1980, p. 31, “Domande dai lettori”: «Il trapianto di un tessuto o di un osso umano da un uomo all’altro è una questione che ciascun testimone di Geova deve decidere in base alla propria coscienza». Edizione inglese: The Watchtower, 15 marzo 1980. [wol.jw.org]
  • Watch Tower Bible and Tract Society. Ministero del Regno, novembre 2006, p. 3 (frazioni del sangue: «la Bibbia non contiene informazioni specifiche»).
  • Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 1° giugno 1990 (immunoglobuline: questione di coscienza). [wol.jw.org]

[VERIFICATO] Ogni affermazione di fatto è stata ricondotta a una fonte controllabile. Come classifico le fonti.

Cronologia delle verifiche

Prima pubblicazione: 3 aprile 2026. Ultima verifica: 27 luglio 2026.

Nella revisione di luglio 2026 non sono emerse correzioni di sostanza.