Questa è la storia di una lettera raccomandata inviata alla filiale di Roma dei Testimoni di Geova, e dell’assenza di qualsiasi risposta.
Avevano trovato le domande da soli. Cercavano risposte dalla stessa Organizzazione. La lettera fu spedita raccomandata. Non sappiamo cosa abbiano ricevuto in risposta.
Introduzione
Questa è la storia di una lettera inviata alla filiale italiana dei Testimoni di Geova, a Roma. La lettera era indirizzata alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, Via della Bufalotta, 00141 Roma — la filiale italiana della Watch Tower Society. Era una raccomandata con avviso di ritorno. Con copia per conoscenza al corpo degli anziani della propria congregazione locale.
I firmatari erano una coppia italiana: marito e moglie, entrambi battezzati da oltre vent’anni, con una figlia piccola. I loro nomi, nella versione che è conservata nell’archivio, sono sostituiti da XXXXXX. Non si conosce il seguito: se ricevettero risposta, se furono convocati da un comitato giudiziario, se lasciarono o rimasero nell’Organizzazione.
Ciò che si conosce è il documento. E il documento dice molto su cosa significa dubitare dall’interno.
1. Come cominciò
Tutto partì da una ricerca sul web. La coppia stava cercando informazioni su canzoni con messaggi subliminali — un tema che all’epoca circolava nelle congregazioni. In quella ricerca trovò una sezione critica sui Testimoni di Geova. Con l’atteggiamento di chi vuole smontare le menzogne, aprirono il link.
Alcune delle accuse le respinsero subito. Altre le turbarono. In particolare due: i simboli massonici sulle prime pubblicazioni della Watch Tower, e la questione dell’affiliazione WTS all’ONU come organizzazione non governativa.
Scrissero al Bethel di Roma per chiedere chiarimenti. Ricevettero una risposta rapida. Si tranquillizzarono, provarono a chiudere il cassetto.
Poi nacque la figlia. E con lei arrivò la domanda che la coppia definisce “la questione più concreta”: come avrebbero affrontato un’emergenza medica che li mettesse di fronte alla dottrina sulle trasfusioni di sangue? Prima di insegnare qualcosa a una bambina, volevano capirlo davvero. Cominciarono a studiare. Lo fecero in modo autonomo, con fonti primarie, per tre anni.
2. Il metodo: tre anni, poi una raccomandata
La coppia descrive il proprio metodo con precisione: ricerche autonome e indipendenti, fonti ufficiali della Watch Tower, testi originali di Russell e Rutherford, documentazione pubblica. Consultarono esperti. Lavorarono con l’obiettivo di essere pronti a rispondere alle obiezioni di medici e giudici, non di trovare prove contro l’Organizzazione.
Ciò che trovarono li lasciò, nelle loro parole, «letteralmente sconcertati».
Tre anni di ricerca producono una lettera di una ventina di pagine, fittamente argomentata, con rimandi a pubblicazioni WTS specifiche e datate. Il tono è rispettoso, quasi formale. La struttura è quella di chi vuole ricevere risposte che tengano, non di chi vuole provocare. La lettera si apre con una dichiarazione di fede e si chiude con una disponibilità esplicita: se le risposte che arriveranno smontano i nostri ragionamenti con una base biblica chiara, torneremo a essere «felici e convinti Testimoni di Geova».
«Abbiamo copie e scritti di tutto» — scrivono. «Di tutte le seguenti domande abbiamo bibliografia.»
3. Il caso centrale: sangue e trapianti
Il cuore della lettera è la questione del sangue e dei trapianti, che la coppia affronta punto per punto con la documentazione delle pubblicazioni WTS attraverso i decenni.
Il caso dei trapianti di organi è quello più documentato, perché la cronologia è verificabile:
Nel 1963, la Torre di Guardia rispondeva a un lettore che chiedeva se la Bibbia proibisse di donare i propri occhi dopo la morte: la risposta era che «non pare che vi sia implicato alcun principio o legge scritturale. È quindi una cosa che ognuno deve decidere da sé.»
Nel 1967, la stessa rivista dichiarava che i trapianti equivalgono al «cannibalismo». Chi accettava un trapianto rischiava la disassociazione.
Nel 1980, invertì nuovamente: i trapianti tornarono a essere «una questione che ciascun Testimone di Geova deve decidere in base alla propria coscienza.»
La coppia riassume la sequenza: 1963 — nessun problema biblico; 1967 — peccato disassociabile; 1980 — decisione personale. E pone la domanda senza commenti aggiunti: come è possibile che la stessa cosa sia stata considerata, nell’arco di diciassette anni, prima irrilevante, poi «cannibalismo», poi di nuovo una scelta individuale? Chi è morto tra il 1967 e il 1980 rifiutando un trapianto — sulla base di quella che l’Organizzazione chiamava volontà di Geova — è morto per niente?
La questione del sangue è affrontata con la stessa metodologia. Il Ministero del Regno del novembre 2006 aveva pubblicato un inserto sul sangue che conteneva questa affermazione:
«Le frazioni rientrano anch’esse nel comando biblico di astenersi dal sangue? Non possiamo dirlo con certezza. La Bibbia non contiene informazioni specifiche sulle frazioni del sangue.»
La coppia osserva: se la Bibbia non contiene informazioni specifiche sulle frazioni, con quale criterio si vieta il sangue intero e si lascia alla coscienza individuale la decisione sulle frazioni — estratte esattamente dai componenti vietati?
Un secondo argomento riguarda i globuli bianchi. La dottrina WTS li proibisce. Ma i globuli bianchi passano naturalmente dalla madre al bambino attraverso il latte materno — e in particolare attraverso il colostro, il liquido dei primissimi giorni di allattamento, ricchissimo di globuli bianchi. Se il trasferimento «naturale» di componenti del sangue è accettabile, perché le trasfusioni di globuli bianchi sono vietate?
Un terzo argomento: il Torre di Guardia del 1° giugno 1990 ammette che le immunoglobuline — una frazione del plasma — possono essere accettate per rafforzare il sistema immunitario. Usare il sangue per difendersi dalle malattie, quindi, è materia di coscienza. Usarlo per salvarsi la vita non lo è. La coppia commenta: «Stando a questa argomentazione, le difese naturali di una persona sarebbero più importanti della sua stessa vita.»
4. Le altre domande
Il sangue e i trapianti sono le domande centrali, ma la lettera ne contiene molte altre — elencate sistematicamente, ciascuna con riferimento alle fonti:
L’affiliazione WTS all’ONU come organizzazione non governativa tra il 1992 e il 2001 — nello stesso periodo in cui le pubblicazioni indicavano l’ONU come la «bestia selvaggia» dell’Apocalisse. Il fatto che l’Organizzazione non ne avesse informato i propri fedeli per nove anni. Il fatto di aver dichiarato, due giorni dopo l’uscita di un articolo del Guardian che la rivelò, che l’affiliazione era necessaria solo per accedere alle biblioteche ONU — che sono pubbliche.
La Beth Sarim: la villa lussuosa costruita da Rutherford a San Diego con i fondi delle contribuzioni, ufficialmente destinata ad accogliere i patriarchi resuscitati nel 1925, abitata da Rutherford fino alla sua morte nel 1942.
La formula del battesimo modificata: non più «nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» ma «nel nome di Geova Dio e di Gesù Cristo e a favore dell’organizzazione mondiale dei Testimoni di Geova guidata dallo Spirito Santo» — una variazione che la coppia considera una modifica dell’insegnamento di Cristo.
I simboli massonici sulle prime pubblicazioni, la piramide sulla tomba di Russell a Pittsburgh, i rapporti di Rutherford con il regime nazista nel 1933 e la lettera alla Cancelleria di Hitler.
Le profezie fallite — 1914, 1918, 1925, 1975 — presentate come «cibo a suo tempo» dal «fedele schiavo», e la domanda: «Può il cibo a suo tempo prima dire che i trapianti si possono fare, poi che è cannibalismo, e poi sì di nuovo? […] E tutti i morti che ci sono stati a causa di questi intendimenti — chi è colpevole di quelle morti?»
5. La conclusione: un atto di fede, non di abbandono
La lettera si chiude con una dichiarazione che va letta con attenzione, perché definisce con precisione la posizione dei mittenti.
La coppia conferma la propria fede nella Bibbia e in Gesù Cristo. Conferma l’intenzione di educare la figlia su principi scritturali. Non si dichiara apostata — anzi, cita Esodo 18 e Proverbi 15 come fondamento del proprio diritto a esprimere perplessità e ricevere risposte.
E poi dice: per il momento hanno smesso di frequentare le adunanze, in attesa di risposta. Sono consapevoli di «non essere più in perfetta sintonia con tutti gli insegnamenti della Società». Sono disposti a cambiare — ma solo se le risposte che riceveranno «saranno non solo in grado di smontare i nostri ragionamenti, ma anche in perfetta ed esclusiva armonia con chiari principi ed insegnamenti della Sacra Bibbia».
«Siamo fiduciosi e speriamo di tutto cuore che ciò possa avvenire.»
Non sappiamo cosa avvenne. La lettera è un documento senza seguito conosciuto.
6. Quello che il documento mostra
La lettera è datata e proveniente dall’Italia. La coppia non è una coppia qualsiasi: sono persone cresciute nella congregazione, con più di vent’anni di fedeltà, che hanno applicato il metodo di studio che l’Organizzazione stessa insegna — verificare le fonti, cercare, provare — e sono arrivate a domande che non riescono a risolvere.
Non sono arrivate a quelle domande leggendo siti critici. Ci sono arrivate leggendo la Torre di Guardia.
Il documento mostra come funziona il processo di dubbio dall’interno: non come un atto di ribellione, ma come il risultato di un’applicazione coerente dei principi che l’Organizzazione trasmette. Studia la Bibbia. Verifica le fonti. Accertati di ogni cosa. Sono precisamente queste istruzioni che, applicate con coerenza, producono le domande contenute nella lettera.
7. La posizione di Morpheo
Ho letto questa lettera più volte. Ogni volta mi colpisce la stessa cosa: il tono.
Non è una lettera arrabbiata. Non è una lettera di chi vuole andarsene. È la lettera di due persone che sperano ancora, genuinamente, che qualcuno risponda nel merito. Che ci sia una spiegazione che regge. Che i tre anni di ricerca siano stati un equivoco.
Conosco quel tono. È il tono di chi non ha ancora smesso di sperare che la risposta che cerca possa ancora arrivare dall’interno.
Quello che non sappiamo è se arrivò. Non sappiamo se ricevettero risposta, se vennero convocati, se lasciarono, se restarono. I loro nomi sono cancellati. La loro storia è conservata solo in questo documento.
Ma la domanda che fecero — «chi è colpevole di quelle morti?» — rimane aperta, indipendentemente da ciò che accadde a loro dopo.
Fonti
- Lettera ai TdG — Dubbi e perplessità (autori anonimi, Italia, anni 2000). Documento privato conservato in archivio, provenienza italiana, indirizzato alla filiale Watch Tower Italy — Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, Roma. I nomi dei mittenti sono anonimizzati nel documento originale.
- Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 15 marzo 1963, p. 192 (trapianti: nessun principio scritturale — questione personale).
- Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 15 marzo 1968, pp. 190-192 (trapianti: «cannibalismo»).
- Watch Tower Bible and Tract Society. Svegliatevi!, 8 novembre 1968, p. 22 («tutti i trapianti fra uomini come cannibalismo»).
- Watch Tower Bible and Tract Society. Svegliatevi!, 22 dicembre 1972, p. 27 («i trapianti sono in effetti una forma di cannibalismo»).
- Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 15 agosto 1973, p. 512 (trapianti: «pratica abominevole», «forma di cannibalismo che Geova non ha mai autorizzato»).
- Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 1° settembre 1980, p. 31 (trapianti: ritorno a questione di coscienza individuale).
- Watch Tower Bible and Tract Society. Ministero del Regno, novembre 2006, p. 3 (frazioni del sangue: «la Bibbia non contiene informazioni specifiche»).
- Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 1° giugno 1990 (immunoglobuline: questione di coscienza).
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