Furuli non dubitava della fede. Dubitava del Corpo Direttivo. L’Organizzazione non fece distinzione.
Introduzione
Il 16 giugno 2020 Rolf Johan Furuli, che aveva alle spalle cinquantanove anni di appartenenza ai Testimoni di Geova e una lunga militanza come anziano, pubblicò un libro intitolato La mia amata religione, e il Corpo Direttivo. Il titolo era già un programma: da una parte la fede, dall’altra una struttura di potere. Furuli le teneva distinte. L’Organizzazione no.
Il 17 giugno 2020, il giorno dopo, Furuli fu disassociato.
Aveva 59 anni di appartenenza all’Organizzazione. Era anziano. Aveva un dottorato in linguistica semitica all’Università di Oslo. Aveva scritto sette libri, molti dei quali difendevano posizioni dottrinali dei Testimoni di Geova, incluse la cronologia del 607 a.C. e la Traduzione del Nuovo Mondo. Non era un apostata nel senso comune del termine: non aveva abbandonato la fede. Credeva ancora che i TdG fossero la vera religione biblica.
Quello che aveva fatto era scrivere una critica al Corpo Direttivo, e seguire, nel farlo, la procedura biblica che l’Organizzazione stessa insegna.
1. Chi è Furuli
Rolf Johan Furuli è nato a Oslo il 19 dicembre 1942. Ha insegnato lingue semitiche all’Università di Oslo, nel Dipartimento di Studi Culturali e Lingue Orientali, fino al pensionamento nel 2011. Le fonti in inglese oscillano fra lecturer e assistant professor: non è mai stato professore ordinario, e non è assiriologo né storico dell’antico Vicino Oriente. La sua specializzazione è la linguistica dell’ebraico biblico, materia in cui ha conseguito il Mag. Art. nel 1995 e il dottorato nel 2005. Le sue competenze comprendono l’ebraico, l’aramaico, l’accadico, il siriaco e l’ugaritico, cioè le lingue originali dei testi che la Watch Tower interpreta nelle sue pubblicazioni.
I suoi volumi sulla cronologia neo-babilonese, la cosiddetta “cronologia di Oslo” con cui difende il 607 a.C., sono autopubblicati dalla sua stessa casa editrice, senza revisione paritaria, e sono stati respinti dai due soli specialisti che li hanno esaminati pubblicamente: l’assiriologo Hermann Hunger, curatore con Abraham Sachs dell’edizione standard dei diari astronomici babilonesi, e lo storico Lester L. Grabbe sul Journal for the Study of the Old Testament 28/5 (2004), pp. 42-43. Le recensioni favorevoli che circolano riguardano il suo lavoro linguistico sul sistema verbale ebraico, non quello cronologico: sono due cose diverse. Furuli non ha mai abbandonato il 607: la sua rottura riguarda l’autorità del Corpo Direttivo, non la dottrina.
Iniziò il suo percorso come TdG negli anni ’60. Nella primavera del 1965 cominciò a servire come sorvegliante di circoscrizione, un ruolo itinerante che lo portava a visitare le congregazioni di una determinata area. Quattro anni dopo, nel 1969, frequentò un corso per sorveglianti alla filiale norvegese.
Per decenni svolse il ruolo di anziano di congregazione. Nelle sue parole, aveva cercato di restare fedele all’Organizzazione e al Corpo Direttivo, pur avendo nel tempo identificato problemi che lo preoccupavano. Seguendo il consiglio di Nathan Homer Knorr, che in una circolare agli anziani aveva scritto di non esitare a segnalare se si vedeva qualcosa di sbagliato, aveva inviato lettere al quartier generale di Brooklyn nel corso degli anni. Non sa con certezza se abbiano raggiunto il Corpo Direttivo. Se l’avevano raggiunto, erano state ignorate.
2. La tesi: fede sì, Corpo Direttivo no
Il libro che Furuli pubblicò nel 2020 non abbandona la fede. Lo scrive qualcuno che crede che l’Organizzazione dei Testimoni di Geova sia la vera religione biblica e che vuole difenderla da quello che ritiene un accumulo di potere non scritturale.
La tesi centrale è articolata: l’Organizzazione è diventata, nel corso dei decenni, sempre più autocratica. Il punto di svolta, secondo Furuli, è il 1972, quando fu introdotta la disposizione degli anziani. Da quel momento, le decisioni del Corpo Direttivo non sono più contestabili. Nessun membro ordinario ha il diritto di mettere in discussione le parole o le decisioni dei suoi dirigenti. E questo, sostiene Furuli, contraddice direttamente i principi biblici.
I capitoli del libro percorrono le principali aree di contestazione:
Lo “schiavo fedele e discreto”. Il Capitolo 2 argomenta, attraverso un’analisi linguistica di Matteo 24:45-47, che le parole di Gesù non si riferiscono a un gruppo specifico di uomini incaricati di distribuire “cibo spirituale” durante la fine dei tempi, ma ai singoli cristiani. Anche questo libro è autopubblicato, e la tesi resta un’argomentazione di Furuli. Converge però con la lettura corrente della pericope nell’esegesi accademica, che vi vede una parabola sulla vigilanza rivolta ai discepoli, non la designazione di un collegio con una data di nomina. La dottrina che identifica questo “schiavo” con il Corpo Direttivo, e che costituisce il fondamento teologico dell’autorità assoluta del Corpo Direttivo, non ha, secondo Furuli, basi scritturali.
Il Corpo Direttivo nel primo secolo. Il Capitolo 3 sostiene che non esisteva, nel primo secolo d.C., alcun organo di governo centralizzato paragonabile all’attuale Corpo Direttivo. Furuli dimostra, citando le pubblicazioni della Watch Tower Society stessa, incluso il libro Testimoni di Geova: i proclamatori del Regno di Dio (WTS, 1993), che il Corpo Direttivo come organo formale nasce nell’autunno del 1971. Le date documentate in quel volume sono il 6 settembre 1971, quando fu deliberata la rotazione annuale della presidenza dell’organo, e il 1 ottobre, quando la rotazione entrò in vigore e il consiglio di amministrazione della Società fu formalmente distinto dal Corpo Direttivo. L’allargamento da sette a undici membri è collocato nello stesso ottobre. Il potere operativo si sposterà davvero solo il 1 gennaio 1976, con l’istituzione dei sei comitati. Prima di quella data, il potere era nelle mani del presidente della Watch Tower Society. L’Organizzazione sostiene che il Corpo Direttivo esista ininterrottamente «dal 1879» (Torre di Guardia del 1° novembre 1944) o «dal 1919» (Torre di Guardia del 15 luglio 2013): Furuli documenta che entrambe le datazioni sono costruzioni retrospettive.
A supporto dell’analisi sulla struttura di potere, Furuli cita una trascrizione di un procedimento giudiziario del 2012 in California (Menlo Park). Tre anziani rimossi dalla loro congregazione avevano portato la questione davanti a un tribunale civile. L’avvocato della Watch Tower Society, Calvin Rouse, dichiarò:
«Siamo una religione gerarchica strutturata proprio come la Chiesa cattolica. E quando l’ordine dal Papa scende nella chiesa […] non ha più voce in capitolo nella parrocchia. Lo stesso è la situazione qui.»
— Calvin Rouse, avvocato WTS, Menlo Park, California, 2012 (traduzione dall’inglese, cit. in Furuli 2020)
L’istruzione superiore. Il Capitolo 4 documenta la posizione estrema del Corpo Direttivo sull’università: le pubblicazioni degli anni ’90 e 2000 sconsigliavano esplicitamente il percorso universitario. Furuli documenta come questa posizione non abbia fondamento biblico e come abbia causato danni concreti a persone reali: giovani che, su quella base, rinunciarono agli studi universitari.
La disassociazione. Il Capitolo 5 è quello che contiene l’accusa più diretta: l’Organizzazione disassocia le persone per reati non previsti dalla Bibbia, applicando comandamenti umani. Furuli esamina le 39 azioni elencate nel manuale Pascete il gregge di Dio (2019) come cause di disassociazione. La sua conclusione: solo 11 di esse hanno una chiara base scritturale esplicita. Le restanti 28 si basano su «comandamenti umani» senza fondamento biblico diretto.
Come caso documentato, cita il 1974: con le “Domande dai lettori” di The Watchtower del 15 novembre 1974, pp. 703-704, il Corpo Direttivo estese la porneia alle pratiche sessuali fra coniugi all’interno del matrimonio, rendendole materia dei comitati giudiziari. Coppie sposate furono disassociate. La posizione fu abbandonata con The Watchtower del 15 febbraio 1978, pp. 30-32, «in vista dell’assenza di chiare istruzioni scritturali». Va aggiunto, per completezza, che nel 1983 la Watch Tower tornò parzialmente sui suoi passi: The Watchtower del 15 marzo 1983, pp. 30-31, esclude che quegli atti costituiscano base scritturale per il divorzio, ma reintroduce la competenza disciplinare della congregazione su chi li pratichi apertamente.
«In futuro, migliaia di altri saranno disassociati se i comandamenti umani non sono cambiati.»
— Furuli, La mia amata religione, e il Corpo Direttivo, 2020
3. Il metodo: la procedura biblica
Quello che distingue il caso Furuli dai casi di critica esterna è il metodo con cui portò le sue contestazioni.
Prima di pubblicare il libro, Furuli lo inviò al Corpo Direttivo. Lo accompagnò con una comunicazione esplicita: se i problemi sollevati nel libro potevano essere risolti internamente, il libro non sarebbe stato pubblicato.
Questa scelta segue il principio di Matteo 18:15-17, che l’Organizzazione stessa cita come modello per la risoluzione delle dispute interne: prima si affronta la questione direttamente con la persona interessata; se non risponde, si allarga il confronto; solo dopo si porta la questione a livello congregazionale.
Il Corpo Direttivo ricevette il manoscritto. Rifiutò di comunicare con Furuli.
Il libro fu pubblicato il 16 giugno 2020.
4. La risposta: la disassociazione il giorno dopo
Il 17 giugno 2020, ventiquattro ore dopo la pubblicazione, Rolf Johan Furuli fu disassociato.
Non è disponibile documentazione pubblica sulle motivazioni specifiche della disassociazione. L’Organizzazione non rende pubbliche le decisioni dei comitati giudiziari.
Il fatto documentabile è la sequenza temporale: il libro il 16, la disassociazione il 17.
La conseguenza pratica della disassociazione, secondo le regole dell’Organizzazione, è lo shunning completo: i TdG in regola non devono avere rapporti con un disassociato. Questo include i familiari che sono ancora nell’Organizzazione.
Furuli aveva cinquantanove anni di appartenenza. La sua vita sociale, familiare e comunitaria era strutturata intorno all’Organizzazione. La disassociazione il giorno dopo la pubblicazione scoraggia chiunque pensi di fare altrettanto; l’effetto non è dichiarato ed è prevedibile.
5. Il profilo accademico: un caso particolare
Furuli non è il primo ex TdG a pubblicare una critica interna. Il caso di Raymond Franz (membro del Corpo Direttivo che lasciò nel 1980) è quello più noto. Il caso di Carl Olof Jonsson (anziano svedese che documentò il problema del 607 a.C. nel 1977) è quello più rilevante sul piano cronologico.
Ciò che distingue Furuli è il suo profilo accademico applicato direttamente alla materia in discussione. Non è un giornalista, né un ex membro frustrato: è un linguista specializzato nelle lingue originali dei testi su cui l’Organizzazione fonda la propria dottrina. I suoi studi sul sistema verbale dell’ebraico biblico hanno avuto circolazione accademica indipendente dall’Organizzazione; i volumi sulla cronologia, come detto sopra, non hanno superato l’esame degli specialisti.
Questo profilo rende il caso Furuli difficilmente classificabile nella categoria dell’“apostata mosso da rancore”. Le sue analisi non sono incontestabili, e alcuni studiosi ne hanno criticato le conclusioni, anche sulla cronologia. Le contestazioni erano però documentate, argomentate nel metodo, e venivano da qualcuno con 59 anni di fedeltà all’Organizzazione e le competenze linguistiche per sostenere le proprie posizioni.
La risposta del Corpo Direttivo fu il silenzio, poi la disassociazione nell’arco di un giorno.
Da qui in avanti non è documentazione: è la lettura dell’autore.
6. La posizione di Morpheo
Il caso Furuli mi torna in mente ogni volta che sento qualcuno dire che “chi critica l’Organizzazione lo fa solo per rancore”.
Furuli credeva nella fede. Credeva che i Testimoni di Geova fossero la vera religione biblica. Aveva passato quasi sei decenni a studiare, a insegnare, a servire. Aveva le competenze per leggere i testi originali, non le traduzioni filtrate dall’Organizzazione, ma l’ebraico e le altre lingue semitiche direttamente. E con quelle competenze era arrivato a conclusioni diverse da quelle del Corpo Direttivo.
Quello che mi colpisce non è la disassociazione in sé, l’Organizzazione ha il diritto di decidere chi appartiene alla propria comunità. Quello che mi colpisce è la sequenza: un giorno il libro, il giorno dopo fuori. Senza risposta alle argomentazioni. Senza discussione del merito.
La stessa risposta che il Corpo Direttivo aveva dato a Jonsson nel 1977. La stessa risposta che il Corpo Direttivo ha dato a chiunque abbia posto domande argomentate dall’interno: il silenzio, poi la porta.
Fonti
- Furuli, Rolf J. La mia amata religione, e il Corpo Direttivo. Awatu Publishers, Larvik, 2020. ISBN 978-82-92978-12-2. Disponibile su mybelovedreligion.no
- Watch Tower Bible and Tract Society. Testimoni di Geova: i proclamatori del Regno di Dio. 1993. (storia della formazione del Corpo Direttivo, citato in Furuli 2020)
- Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 1° novembre 1944 (Corpo Direttivo «dal 1879»); 15 luglio 2013 (Corpo Direttivo «dal 1919») [wol.jw.org]
- Watch Tower Bible and Tract Society. Pascete il gregge di Dio. 2019. (cap. 12: 39 cause di disassociazione)
- Trascrizione giudiziaria, Menlo Park, California, 2012 (dichiarazione Calvin Rouse, avvocato WTS, citata in Furuli 2020)
- Furuli, Rolf J. Assyrian, Babylonian, Egyptian and Persian Chronology Compared with the Chronology of the Bible. Vol. 1 e 2. Awatu Publishers, 2003/2008.
- Franz, Raymond. Crisis of Conscience. 4ª ed., Commentary Press, 2004 (1ª ed. 1983). (confronto metodologico)
- Jonsson, Carl Olof. The Gentile Times Reconsidered. Commentary Press, 4ª ed. 2004. [testo integrale]
[VERIFICATO] Ogni affermazione di fatto è stata ricondotta a una fonte controllabile. Come classifico le fonti.
Cronologia delle verifiche
Prima pubblicazione: 3 aprile 2026. Ultima verifica: 31 luglio 2026.
Correzioni di sostanza applicate nelle revisioni di luglio e agosto 2026:
- 31 luglio 2026. Corretto «il Capitolo 2 dimostra»: un libro autopubblicato non dimostra, argomenta, e il metro applicato sopra ai volumi cronologici vale anche qui. La conclusione resta solida per un’altra ragione, che ho aggiunto: converge con la lettura corrente di Matteo 24:45-47 nell’esegesi accademica, che vi vede una parabola sulla vigilanza rivolta ai discepoli e non la designazione di un collegio con una data di nomina.
- Tolto il greco dalle competenze di Furuli: non è fra i suoi titoli accademici, come la prima sezione dello stesso documento stabilisce. Legge direttamente l’ebraico e le altre lingue semitiche.
- Tolte le «migliaia» di giovani che non si iscrissero all’università: è una quantificazione senza fonte, e nessuno li ha contati. L’affermazione ora si ferma a ciò che Furuli documenta, il danno concreto a persone reali.
- Rimesso in ordine il profilo complessivo di Furuli, che nella quinta sezione rimetteva insieme ciò che la nota metodologica della prima aveva separato: gli studi sul sistema verbale dell’ebraico biblico hanno avuto circolazione accademica indipendente dall’Organizzazione, i volumi sulla cronologia non hanno superato l’esame degli specialisti.
- Corretta la frase di apertura: i 59 anni di Rolf Furuli sono di appartenenza all'Organizzazione, non di servizio come anziano.