Una volta capito il 607, il 1914 si smonta da solo. Ma vale la pena capire come è costruito — perché è il cuore dell’identità TdG.


1. La data che definisce tutto

Il 1914 è la data più importante per i Testimoni di Geova: l’anno in cui, secondo la Watchtower, iniziò il tempo della fine. Chiedi a un Testimone di Geova qual è l’anno più importante della storia moderna. La risposta sarà invariabilmente: 1914.

Non il 1945. Non il 2001. Non nessun evento documentato di storia umana. Il 1914 come anno in cui Gesù Cristo è iniziato a regnare nei cieli, in cui Satana è stato scacciato dal cielo sulla terra, in cui è cominciato il “tempo della fine” — il periodo finale della storia umana prima dell’Armageddon e del Paradiso terrestre.

Il 1914 non è solo una dottrina. È il fondamento dell’identità dell’Organizzazione. È la ragione per cui esiste un “schiavo fedele e discreto” nominato in quell’anno. È la ragione per cui la predicazione è urgente. È la ragione per cui l’Armageddon è sempre imminente. È la ragione per cui il Corpo Direttivo ha autorità.

Tutto dipende dal 1914. E il 1914 dipende dal 607 a.C.


2. Il calcolo

Il calcolo che porta al 1914 è questo:

Passo 1. Gesù, in Luca 21:24, parla di Gerusalemme “calpestata dalle nazioni fino a quando non siano compiuti i tempi dei Gentili”. Questi “tempi dei Gentili” sono interpretati dall’Organizzazione come un periodo di interruzione del governo divino sulla terra — iniziato quando Nabucodonosor distrusse Gerusalemme e il regno della linea davidica.

Passo 2. I “sette tempi” di Daniele 4 (il sogno dell’albero abbattuto che riprende dopo sette tempi) vengono interpretati come la durata di questo periodo. “Sette tempi” = sette anni prophetici di 360 giorni = 2.520 giorni.

Passo 3. Il principio “un giorno per un anno” (citando Numeri 14:34 ed Ezechiele 4:6) trasforma i 2.520 giorni in 2.520 anni.

Passo 4. Il punto di partenza è la distruzione di Gerusalemme nel 607 a.C.

Risultato. 607 a.C. + 2.520 anni = 1914 d.C. (tenendo conto che non esiste l’anno 0 nel calendario gregoriano, si passa direttamente dal 1 a.C. al 1 d.C.)

Sulla carta, il calcolo sembra preciso. La debolezza sta nei fondamenti: l’interpretazione di Daniele 4 come profezia dei “tempi dei Gentili” (lettura specifica WTS, non condivisa dalla critica biblica), la scelta del 607 a.C. come data di partenza (storicamente infondata, come documentato nell’articolo precedente), e l’applicazione del principio “giorno per anno” in modo selettivo.

La genealogia dei 2.520 anni.

Il calcolo non era originale di Russell. Il teologo biblico Gianni Montefameglio ha tracciato la catena che porta al 1914: John Aquila Brown (1823) individua per primo un periodo di 2.520 anni, senza però collegarlo ai “tempi dei gentili” di Luca 21:24. William Miller fissa la fine dei “tempi dei gentili” al 1843 — la data passa senza eventi. Nelson H. Barbour rivede i calcoli, sposta l’arrivo di Cristo al 1874, poi risolve la delusione inventando un ritorno “invisibile”. Russell accetta interamente i calcoli di Barbour.

«L’idea di un periodo di 2.520 anni per coprire i “tempi dei gentili” non fu chissà quale rivelazione divina concessa al Russell né tantomeno una sua intuizione.»
— Gianni Montefameglio, Le origini del popolo ebraico, cap. 16, p. 288


3. Una profezia costruita a posteriori

C’è un elemento della storia del 1914 che le pubblicazioni WTS tendono a non enfatizzare.

Charles Taze Russell non predisse il 1914 come anno dell’instaurazione del regno celeste. Russell predisse il 1914 come anno della fine del mondo: l’Armageddon, la distruzione dei governi umani, l’inizio del Millennio terrestre. La sua aspettativa era che nel 1914 il mondo come lo conosceva sarebbe finito.

Il testo è disponibile e non richiede interpretazione. Nello Studies in the Scriptures, vol. II: The Time Is at Hand (1889), Russell scrive:

«La ‘battaglia del grande giorno di Dio Onnipotente’ (Ap. 16:14) […] terminerà nell’anno d.C. 1914 con il completo rovesciamento delle attuali strutture di governo della terra.»
— Charles Taze Russell, The Time Is at Hand, 1889, p. 101 (traduzione dall’inglese)

Non finì. Scoppiò la Prima Guerra Mondiale — evento drammatico, ma non la fine del mondo.

La risposta dell’Organizzazione fu notevole: il 1914 divenne retrospettivamente l’anno dell’inizio del regno celeste di Cristo (non più la fine del mondo), l’anno in cui Satana fu scacciato dal cielo (basandosi su Apocalisse 12:7-12), l’anno in cui le “doglie” precursori dell’Armageddon ebbero inizio.

Questa rilettura — trasformare una profezia fallita in una profezia adempiuta “spiritualmente” — è un meccanismo che caratterizza l’intera storia profetica dell’Organizzazione. Lo stesso meccanismo che nel 1975 trasformò l’Armageddon atteso in una “opportunità per intensificare la predicazione”.

La prefazione del 1916: “nessuna pretesa di infallibilità”.

Il 1° ottobre 1916 — un mese esatto prima della morte di Russell — il fondatore firmò la prefazione alla nuova edizione di The Time Is at Hand, lo stesso volume che aveva annunciato la fine del mondo entro il 1914. Scriveva:

«Questo Volume non avanza alcuna pretesa di infallibilità, e nessuna pretesa di alcuna ispirazione diretta da Dio nell’interpretazione della Sua Parola.»
— Charles Taze Russell, Prefazione a The Time Is at Hand, 1° ottobre 1916 (traduzione dall’inglese)

Il libro che aveva convinto decine di migliaia di persone a credere alla fine imminente era, nell’ultima dichiarazione del suo autore, un’opera priva di pretese di infallibilità.

Van Amburgh, 1924: la prossima data è il 1925.

L’inchiostro sulla reinterpretazione del 1914 non era ancora asciutto quando le pubblicazioni WTS fissavano già la data successiva. Nel 1924 — dieci anni dopo il fallimento del 1914 e quattro anni dopo che Rutherford aveva annunciato il 1925 in Millions Now Living Will Never Die — W.E. Van Amburgh, segretario-tesoriere della Watch Tower Society, pubblicò The Way to Paradise per conto della International Bible Students Association. Il tono era quello di una certezza rivolta ai giovani lettori:

«Dovremmo quindi attenderci, poco dopo il 1925, il risveglio di Abele, Enoc, Noè, Abraamo, Isacco, Giacobbe, Melchisedec, Giobbe, Mosè, Samuele, Davide, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Giovanni il Battista, e altri menzionati nell’undicesimo capitolo degli Ebrei.»
— W.E. Van Amburgh, The Way to Paradise, 1924, p. 224 (traduzione dall’inglese)

«Senza dubbio, molti ragazzi e ragazze che leggeranno questo libro vivranno abbastanza per vedere Abraamo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Daniele e quegli altri uomini fedeli del passato venire avanti nella gloria della loro “migliore resurrezione”, perfetti di mente e di corpo.»
— W.E. Van Amburgh, The Way to Paradise, 1924, p. 226 (traduzione dall’inglese)

Il 1925 passò senza patriarchi resuscitati. Rutherford, che aveva costruito a San Diego una villa chiamata Beth Sarim (“Casa dei Principi”) per ospitarli, continuò ad abitarvi fino alla morte nel 1942. La villa fu venduta dalla WTS nel 1948 senza comunicato pubblico.


4. “Questa generazione non passerà”

Una delle applicazioni dottrinali più importanti del 1914 è l’interpretazione di Matteo 24:34: “In verità vi dico: questa generazione non passerà che tutte queste cose si siano compiute.”

Per decenni l’Organizzazione ha insegnato che “questa generazione” si riferiva alle persone nate nel 1914 o nelle vicinanze di quell’anno — le ultime delle quali sarebbero ancora vive all’arrivo dell’Armageddon.

Quando questa interpretazione cominciò a diventare insostenibile — i nati nel 1914 morivano, e l’Armageddon non arrivava — l’Organizzazione rivide la dottrina. Più volte.

  • Fino alla metà degli anni ’90: la “generazione del 1914” comprende chi era abbastanza grande nel 1914 da ricordare gli eventi.
  • 1995: la Torre di Guardia del 1° novembre ridefinisce “questa generazione” come le persone “malvagie” che vedranno il compimento delle profezie — sganciando la dottrina da un preciso ancoraggio temporale. Il testo scritto:

«Piuttosto che persone di una determinata età, ‘questa generazione’ è meglio intesa nel senso di persone contemporanee di simile disposizione, indipendentemente dall’età.»
La Torre di Guardia, 1° novembre 1995, p. 19 (traduzione dall’inglese)

  • 2010: nuova revisione. La Torre di Guardia del 15 aprile 2010 introduce la “generazione sovrapposta” (overlapping generation):

«Pertanto, concludiamo che la ‘generazione’ menzionata da Gesù si riferisce a due gruppi di cristiani unti le cui vite si sovrappongono. […] Alla luce di ciò, ‘questa generazione’ inizia con il gruppo più anziano di unti che erano presenti come classe unta nel 1914.»
La Torre di Guardia, 15 aprile 2010, pp. 4-5 (traduzione dall’inglese)

Una costruzione che alcuni commentatori critici hanno chiamato “la teoria dell’ondata sovrapposta”.

Ogni revisione viene presentata come “luce crescente” — una comprensione più profonda della verità biblica, non un errore da correggere.


5. Il problema della “luce crescente”

La dottrina della “luce crescente” — basata su Proverbi 4:18, “il sentiero dei giusti è come la luce dell’alba che splende sempre di più fino al pieno giorno” — è il meccanismo teologico che l’Organizzazione usa per giustificare ogni cambiamento dottrinale.

Il meccanismo funziona così: qualsiasi revisione, per quanto radicale, viene presentata non come correzione di un errore ma come approfondimento progressivo della comprensione divina. I membri sono incoraggiati a vedere ogni cambiamento come conferma della guida di Dio sull’Organizzazione — non come segnale di inaffidabilità dottrinale.

Il problema con questo meccanismo è che rende l’Organizzazione impossibile da confutare dall’interno. Qualsiasi dottrina può essere rivista in qualsiasi momento, e la revisione sarà sempre presentata come segno di maturità spirituale. I membri che avevano seguito la dottrina precedente vengono implicitamente responsabilizzati per aver capito male.

In psicologia cognitiva questo si chiama unfalsifiability — una posizione che non può essere smentita da nessuna evidenza, perché ogni evidenza contraria viene reinterpretata come conferma. È il segno di un sistema chiuso.


6. Cosa sarebbe cambiato con il 587 a.C.

Vale la pena chiederselo esplicitamente. Se l’Organizzazione avesse accettato il 587/586 a.C. — la data storicamente corretta — dove porterebbe il calcolo?

587 a.C. + 2.520 anni = 1934 d.C.

Non il 1914. Il 1934 — un anno senza alcun significato profetico nell’architettura WTS, un anno nel quale non avvenne nulla di particolarmente rilevante nella storia dell’Organizzazione.

Questo è il motivo per cui il 607 a.C. non può essere abbandonato. Non è perché le prove storiche sostengano il 607. È perché abbandonare il 607 significa abbandonare il 1914. E abbandonare il 1914 significa abbandonare tutto.


7. La posizione di Morpheo

Ho vissuto per anni nella certezza che il 1914 fosse l’anno in cui la storia umana aveva svoltato. Era una certezza totale, non percepita come credenza ma come fatto — come sanno essere certe le cose che ti vengono insegnate da bambino, prima che tu abbia gli strumenti per valutarle.

Quando ho cominciato a studiare le basi del 1914 — il 607, le tavolette, Jonsson, la storia della dottrina della “generazione” — ho avuto una sensazione fisica. Non drammatica: come quando il pavimento su cui stai in piedi cede impercettibilmente, e capisci che è cavo.

Non fu il crollo istantaneo. Fu la comprensione lenta che la certezza su cui stavo in piedi era stata costruita con materiale inconsistente. E che le persone che l’avevano costruita lo sapevano — o almeno avrebbero potuto saperlo, se avessero risposto alla lettera di Jonsson invece di disassociarlo.

Il 1914 non è una questione secondaria. È il centro del sistema. E quando togli il centro, il sistema non crolla lentamente: si svuota.


8. Fonti

  • Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 1° novembre 1995: “A Time to Keep Awake” (ridefinizione della “generazione”).
  • Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 15 aprile 2010: “Holy Spirit’s Role in Prophecy” (dottrina della “generazione sovrapposta”).
  • Watch Tower Bible and Tract Society. Perspicacia per lo studio delle Scritture, vol. 1. 1988. (voce “Gentili, tempi dei”)
  • Russell, Charles Taze. The Time Is at Hand (Studies in the Scriptures, vol. 2). 1889. (profezie originali sul 1914)
  • Russell, Charles Taze. Prefazione a The Time Is at Hand, 1° ottobre 1916. (“nessuna pretesa di infallibilità”)
  • Van Amburgh, W.E. The Way to Paradise. International Bible Students Association, Brooklyn, 1924. (profezie sul 1925, pp. 224, 226)
  • Montefameglio, Gianni. Le origini del popolo ebraico, cap. 16, pp. 285–302. (genealogia del calcolo 2.520 anni: Brown → Miller → Barbour → Russell)
  • Jonsson, Carl Olof e Herbst, Wolfgang. The Sign of the Last Days — When? Commentary Press, 1987. (analisi critica delle profezie del 1914)
  • Franz, Raymond. Crisis of Conscience. Commentary Press, 1983. (capitolo 6: cambiamenti dottrinali e “luce crescente”)
  • Penton, M. James. Apocalypse Delayed: The Story of Jehovah’s Witnesses. University of Toronto Press, 3ª ed. 2015.