Il meccanismo più efficace per tenere qualcuno dentro un sistema non è la costrizione. È far sì che uscire costi tutto.


1. Cos’è lo shunning

Lo shunning — il termine inglese usato universalmente anche nella letteratura italiana su questo tema — è la pratica dei Testimoni di Geova di interrompere ogni contatto con i membri espulsi dall’Organizzazione (disfellowshipping) o che si sono volontariamente allontanati (disassociazione).

L’interruzione non è parziale. Non è “non si parla di religione”. È totale: niente conversazioni, niente saluti in pubblico, niente pranzi di famiglia, niente partecipazione a eventi comuni. Se un TdG attivo incontra per strada un ex-membro — anche il proprio figlio, il proprio genitore, il proprio coniuge — non deve riconoscerlo. Lo shunning si applica anche ai familiari stretti, con poche eccezioni formali e comunque scoraggiate nella pratica.

Questa non è un’interpretazione periferica di alcuni membri più radicali. È dottrina ufficiale, descritta nelle pubblicazioni WTS, istruita nelle adunanze, applicata nelle congregazioni di tutto il mondo.


2. Il testo dottrinale

La base biblica invocata dall’Organizzazione per lo shunning è principalmente 1 Corinzi 5:11-13:

“Smettete di mischiarvi con chiunque si chiami fratello ma sia un fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriaco o estorsore; con tale individuo non mangiate nemmeno.”

E 2 Giovanni 10-11:

“Se qualcuno viene da voi e non porta questo insegnamento, non accoglietelo in casa vostra e non dateci il benvenuto. Perché chi gli dà il benvenuto è complice delle sue opere malvagie.”

La Torre di Guardia del 15 settembre 1981 è il testo fondante della dottrina moderna dello shunning. Vale citarlo direttamente, nella traduzione dall’inglese:

«Un disfellowshipped person deve essere evitato dai Testimoni di Geova. […] La Bibbia è chiara: i cristiani non devono avere associazione con persone disassociate.»

E ancora, sulla domanda se anche un semplice saluto sia accettabile:

«Un semplice “Ciao” a qualcuno può essere il primo passo che si sviluppa in una conversazione e forse anche un’amicizia. Vorremmo compiere quel primo passo con una persona disassociata?»

Sul rapporto con i familiari espulsi:

«I legami spirituali precedenti sono stati completamente recisi. Questo vale anche per i suoi parenti, compresi quelli all’interno del suo nucleo familiare immediato.»
The Watchtower, 15 settembre 1981 (traduzione dall’inglese)

Questo testo — disponibile sul Watchtower Online Library (wol.jw.org) — è rimasto il riferimento normativo per decenni ed è citato ancora nella pubblicazione Rimanete nell’amore di Dio del 2008.


3. L’annuncio dell’espulsione

Quando un membro viene espulso, l’Organizzazione prevede un annuncio formale durante l’adunanza congregazionale. L’anziano che presiede legge il nome della persona e la formula: “X non è più uno dei Testimoni di Geova.”

Non vengono fornite spiegazioni. Non vengono citati motivi. L’assemblea sa solo che quella persona non è più tra loro — e sa, per dottrina, cosa questo significa: nessun contatto.

Questo meccanismo ha una funzione precisa: il nome viene pronunciato pubblicamente così che nessun membro possa affermare di non sapere. L’intera congregazione viene resa testimone — e responsabile — dell’applicazione dello shunning.


4. Le conseguenze reali

Le conseguenze dello shunning per le persone espulse o disassociate sono documentate da decenni di testimonianze dirette, ricerche psicologiche e casi giudiziari.

Isolamento sociale totale. Per chi ha trascorso anni o decenni nell’Organizzazione, la rete sociale è quasi interamente interna alla congregazione. Espulsione significa perdita simultanea di tutti gli amici, dei colleghi di predicazione, spesso di vicini di casa e colleghi di lavoro che condividono la fede.

Separazione familiare. I casi più documentati e più dolorosi coinvolgono famiglie in cui alcuni membri sono TdG attivi e altri sono stati espulsi. Genitori che non parlano con figli adulti per anni. Figli che crescono senza contatto con un genitore espulso. Fratelli e sorelle che si trattano come estranei in pubblico.

Impatto psicologico. La ricerca psicologica documenta tassi elevati di depressione, ansia, disturbi post-traumatici da stress e ideazione suicidaria tra ex-TdG che hanno subito shunning familiare. Uno studio peer-reviewed pubblicato nel 2023 su Pastoral Psychology (Luther et al.) — condotto su ex-TdG tra i 20 e i 44 anni usando l’analisi fenomenologica interpretativa — ha identificato conseguenze specifiche e durature:

«I risultati suggeriscono che lo shunning ha un effetto negativo a lungo termine sulla salute mentale, sulle possibilità lavorative e sulla soddisfazione di vita.»
— Luther et al., Pastoral Psychology, 2023 (PMC9803876)

Lo stesso studio documenta che la cultura dell’informare sugli altri membri all’interno dell’Organizzazione genera «una persistente sensazione di sfiducia e sospetto anche molto tempo dopo aver lasciato». Le donne ex-TdG riportano un impatto amplificato per via dei «temi prevalenti di sessismo e narrazioni patriarcali pervasive nella cultura dei TdG».

Uno studio quantitativo su scala più ampia conferma il quadro. Tajfel et al. (2020), pubblicato su Pastoral Psychology, ha analizzato 554 adulti ex-TdG (62% donne, età media 37 anni) reclutati attraverso reti di supporto online. I risultati mostrano che le esperienze di ostracismo post-uscita sono significativamente associate a un ridotto benessere psicologico, e che chi è stato espulso formalmente (disfellowshipped) riporta esiti peggiori rispetto a chi è uscito gradualmente senza procedimento formale (faded): la differenza quantifica il costo aggiuntivo dell’espulsione pubblica rispetto alla semplice allontananza silenziosa. L’identificazione con altri ex-TdG risulta invece correlata positivamente alla riuscita della transizione identitaria.

Il contesto italiano. Rocco Masiello (2020), in un elaborato psicologico condotto su 10 ex-TdG disassociati in Italia, ha documentato la concretezza delle conseguenze nel contesto nazionale. Tra i partecipanti: Miriam (57 anni) — «Ho perso una famiglia, un’amicizia, dei fratelli, tutti i punti di riferimento che mi ero creata. Non esisti più. Annullata.»; Marco (32 anni) — «In dodici anni ci siamo visti forse dieci volte» (con il fratello); Diego — «Uno mi disse: “Per me sei già morto.”»; Giulia — «Una morte dentro. Non volevo più vivere nella realtà perché era troppo dolorosa.»

Il documento documenta anche un effetto economico organizzato: Giulia riferisce che gli anziani istruirono i membri della congregazione a non frequentare la sua attività professionale — un boicottaggio economico come estensione della sanzione spirituale. Lo studio di Masiello rileva inoltre che alcuni TdG italiani «rimangono dentro per paura di perdere i parenti», confermando la funzione deterrente dello shunning: il meccanismo agisce non solo sugli espulsi ma su chi sta considerando di andarsene.

Il meccanismo di deterrenza. Lo shunning funziona anche, e soprattutto, come deterrente prima che avvenga. Chi sta considerando di lasciare l’Organizzazione sa cosa perderà. Questa consapevolezza trattiene molte persone — per anni, a volte per decenni — in una condizione di doppio registro: non credono più, ma non possono permettersi di andarsene.


5. La risposta legale internazionale

Lo shunning dei Testimoni di Geova è stato oggetto di procedimenti legali in diversi paesi.

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Nel 2010 la CEDU ha esaminato il caso Palau-Martinez v. France e in altri procedimenti correlati ha riconosciuto la libertà delle organizzazioni religiose di disciplinare i propri membri. La CEDU ha tuttavia distinto tra l’esclusione religiosa interna (protetta dalla libertà di religione) e la coercizione civile o legale (non protetta). Lo shunning, nella misura in cui è pratica volontaria dell’organizzazione, non è stato dichiarato illegale dalla CEDU.

Caso danese (2022-2023). Tra i casi più recenti e significativi: nel 2022 il governo danese ha avviato un’indagine sull’Organizzazione dei Testimoni di Geova in relazione alla pratica dello shunning, in particolare nei confronti di minori. Nel 2023 il Parlamento danese ha approvato una legge che vieta lo shunning di minori da parte di organizzazioni religiose, includendo esplicitamente i Testimoni di Geova nel contesto della discussione legislativa.

Russia. La Russia ha dichiarato i Testimoni di Geova “organizzazione estremista” nel 2017 e ne ha vietato le attività. Sebbene questa decisione sia ampiamente criticata dalla comunità internazionale dei diritti umani come eccessiva e sproporzionata, le motivazioni addotte includono specificamente le pratiche di shunning e isolamento familiare.


6. Quando lo shunning finisce la famiglia

C’è una componente dello shunning che le statistiche e le sentenze non riescono a catturare: il silenzio. Il silenzio tra persone che si amavano e che ora, per dottrina, non possono parlarsi.

I racconti di ex-TdG che descrivono i propri genitori che si girano dall’altra parte al supermercato, i fratelli che non rispondono ai messaggi di auguri di compleanno, i figli che non possono invitare il genitore espulso al proprio matrimonio — questi racconti sono troppi per essere aneddotici. Sono documentati in centinaia di testimonianze, raccolte da ricercatori, giornalisti, organizzazioni di supporto agli ex-TdG in tutto il mondo.

L’Organizzazione risponde che lo shunning è “amore”, non odio: l’esclusione è necessaria per proteggere la congregazione dalla contaminazione spirituale, e sperare che il membro espulso possa essere motivato a tornare. Questa risposta viene data nelle stesse pubblicazioni che istruiscono il membro a non mangiare con il proprio figlio espulso.


7. La posizione di Morpheo

Ho vissuto lo shunning dall’altra parte — come membro attivo che guarda un ex-membro sapendo cosa la dottrina richiederebbe.

E come persona che, lasciando progressivamente l’Organizzazione, ha visto modificarsi le relazioni con chi era rimasto dentro. Non con violenza. Con distanza. Con un raffreddamento graduale, con conversazioni che si accorciano, con argomenti che diventano impraticabili, con un’assenza che cresce senza essere mai dichiarata.

Lo shunning non è solo un atto formale — l’annuncio in congregazione, il non saluto per strada. È un processo. Comincia prima dell’espulsione, quando il membro che si allontana inizia a non essere più abbastanza presente, abbastanza fedele, abbastanza utile alla macchina. E finisce molto dopo l’uscita, nelle vite dei figli che crescono con la consapevolezza che un pezzo della loro famiglia è stato dichiarato inesistente.

È il meccanismo più potente dell’intero sistema. Più delle profezie, più della NWT, più del 607 a.C. Perché tutti gli altri meccanismi agiscono sulla mente. Questo agisce sull’amore.

E nessuno cede l’amore facilmente.


8. Fonti

  • Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 15 settembre 1981: “Do You Hate What Jehovah Hates?” (dottrina dello shunning)
  • Watch Tower Bible and Tract Society. Organized to Do Jehovah’s Will. 2005. (pp. 154-158: procedure di disfellowshipping)
  • Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 15 aprile 1988: “Disfellowshipping — How to View It” (shunning dei familiari)
  • Hassan, Steven. Freedom of Mind. Freedom of Mind Press, 2012. (cap. 4: shunning come meccanismo di controllo emotivo)
  • Jenkinson, Gillie. “An Exploration of Cult Involvement and the Degree of Relationship with Cult-Specific Trauma.” Mental Health, Religion & Culture 11 (2014): 477-497.
  • Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Palau-Martinez v. France, n. 64927/01, 16 dicembre 2003.
  • Legge danese sul divieto di shunning di minori, 2023 (Lovtidende A, 2023).
  • JW Facts — jwfacts.com: “Disfellowshipping” (raccolta primaria di citazioni dalle pubblicazioni WTS, con documentazione cronologica)

Letteratura psicologica accademica:
– Luther, R. et al. “What Happens to Those Who Exit Jehovah’s Witnesses: An Investigation of the Impact of Shunning.” Pastoral Psychology 72(1), 2023, pp. 105–120. DOI: 10.1007/s11089-022-01051-x. PMC: pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9803876/
– Tajfel, H. et al. “Life after Social Death: Leaving the Jehovah’s Witnesses, Identity Transition and Recovery.” Pastoral Psychology 2020. DOI: 10.1007/s11089-020-00935-0. (n = 554 adulti ex-TdG)
– Masiello, R. L’ostracismo nella comunità dei Testimoni di Geova in Italia. Elaborato finale, Corso di Laurea in Psicologia, Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, a.a. 2019–2020. (10 interviste con ex-TdG disassociati in Italia)