Il meccanismo più efficace per tenere qualcuno dentro un sistema non è la costrizione. È far sì che uscire costi tutto.
1. Cos’è lo shunning
Lo shunning, il termine inglese usato universalmente anche nella letteratura italiana su questo tema, è la pratica dei Testimoni di Geova di interrompere ogni contatto con i membri espulsi dall’Organizzazione (disfellowshipping) o che hanno lasciato volontariamente con una dichiarazione formale (dissociazione). In italiano l’espulsione si chiamava ufficialmente «disassociazione»; dal 2024 la Watch Tower dice che la persona è stata «allontanata dalla congregazione».
L’interruzione non è parziale. Non è “non si parla di religione”. È totale: niente conversazioni, niente pranzi di famiglia, niente partecipazione a eventi comuni. Fino al 2024 era escluso anche il saluto in pubblico; oggi è lasciato alla coscienza del singolo, come spiego più sotto. Le regole ufficiali distinguono due situazioni. Con i familiari conviventi, coniuge e figli sotto lo stesso tetto, i normali rapporti quotidiani continuano: quello che cessa è la relazione spirituale, e la persona viene esclusa dallo studio biblico familiare e dalla preghiera comune. Con i familiari non conviventi, invece, il contatto va limitato a quanto strettamente necessario, e lì l’interruzione diventa di fatto totale: un figlio adulto che vive per conto proprio, un genitore anziano, un fratello. La distinzione rende la pratica sostenibile agli occhi di chi la applica. Colpisce esattamente i legami che la persona non può ricostruire altrove.
Questa non è un’interpretazione periferica di alcuni membri più radicali. È dottrina ufficiale, descritta nelle pubblicazioni WTS, istruita nelle adunanze, applicata nelle congregazioni di tutto il mondo.
2. Il testo dottrinale
La base biblica invocata dall’Organizzazione per lo shunning è principalmente 1 Corinzi 5:11-13 (cito qui e sotto la Traduzione del Nuovo Mondo nell’edizione italiana attuale):
“Ora però vi scrivo di smettere di stare in compagnia di chi è chiamato fratello ma pratica l’immoralità sessuale o è avido, idolatra, oltraggiatore, ubriacone o ladro, non mangiando nemmeno con una persona del genere. […] “Allontanate la persona malvagia di mezzo a voi”.”
E 2 Giovanni 10-11:
“Se qualcuno viene da voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non rivolgetegli un saluto. Infatti chi gli rivolge un saluto si rende complice delle sue opere malvagie.”
È il passo sul saluto che dal 2024 la Watch Tower riferisce ai soli apostati e a chi promuove attivamente una condotta errata, come spiego più sotto.
Il numero di The Watchtower del 15 settembre 1981 è il testo fondante della dottrina moderna dello shunning. L’articolo principale di quel numero uscì in italiano nella Torre di Guardia del 1° gennaio 1982 con il titolo “Come considerare la disassociazione”. Al paragrafo 12, a p. 23 dell’edizione italiana:
«Sì, la Bibbia comanda ai cristiani di non stare in compagnia o in associazione con chi è stato espulso dalla congregazione. Perciò i testimoni di Geova chiamano appropriatamente “disassociazione” l’espulsione di un trasgressore impenitente e il successivo stato di isolamento in cui viene tenuto.»
E ancora, al paragrafo 23, p. 25, sulla domanda se anche un semplice saluto sia accettabile:
«Tutti sappiamo bene dall’esperienza acquisita nel corso degli anni che un semplice saluto può essere il primo passo che porta a una conversazione e forse anche a un’amicizia. Vorremmo fare questo primo passo con un disassociato?»
Sul rapporto con i familiari, nel secondo articolo dello stesso numero:
«La persona disassociata è stata spiritualmente stroncata dalla congregazione; i precedenti vincoli spirituali sono stati completamente interrotti. Questo vale anche da parte dei suoi parenti, inclusi quelli nell’immediata cerchia familiare.»
— «Se un parente viene disassociato…», La Torre di Guardia, 1° gennaio 1982, par. 11, p. 28 (in inglese The Watchtower, 15 settembre 1981)
Il paragrafo prosegue precisando che i familiari, «pur continuando a riconoscere i vincoli familiari», non avranno più «alcuna associazione spirituale» con lui; il divieto di stare in compagnia riguarda soprattutto i parenti che non vivono sotto lo stesso tetto (parr. 18-19).
Questo testo, disponibile sul Watchtower Online Library (wol.jw.org), è rimasto il riferimento normativo per decenni. L’appendice di Mantenetevi nell’amore di Dio del 2008, alle pp. 207-209, rinvia ancora in nota alla Torre di Guardia del 15 aprile 1988, pp. 26-31, e a quella del 1° gennaio 1982, pp. 27-32. [wol.jw.org]
3. L’annuncio dell’espulsione
Quando un membro viene espulso, l’Organizzazione prevede un annuncio formale durante l’adunanza congregazionale. L’anziano che presiede legge il nome della persona e la formula: “X non è più uno dei Testimoni di Geova.”
Non vengono fornite spiegazioni. Non vengono citati motivi. L’assemblea sa solo che quella persona non è più tra loro, e sa, per dottrina, cosa questo significa: nessun contatto.
Questo meccanismo ha una funzione precisa: il nome viene pronunciato pubblicamente così che nessun membro possa affermare di non sapere. L’intera congregazione viene resa testimone, e responsabile, dell’applicazione dello shunning.
Le modifiche del 2024
Tra il marzo e l’agosto del 2024 la Watch Tower ha introdotto alcune modifiche alla procedura di espulsione e al trattamento degli espulsi. Non furono annunciate all’adunanza annuale del 2023, come si legge spesso: quell’adunanza, il 7 ottobre 2023, annunciò altro, cioè il nuovo opuscolo, l’abolizione dell’obbligo di rendicontare le ore di predicazione e alcuni aggiustamenti su risurrezione e grande tribolazione.
Il primo passaggio è l’aggiornamento del Corpo Direttivo n. 2 del 2024, pubblicato su jw.org il 15 marzo 2024: gli anziani cercheranno e visiteranno chi è stato espulso, e 2 Giovanni 9-11, fino a quel momento applicato a tutti gli espulsi, va riferito ai soli apostati e a chi promuove attivamente condotta errata. Né la pagina né i sottotitoli ufficiali nominano l’oratore.
Il secondo passaggio è La Torre di Guardia dell’agosto 2024, edizione per lo studio, articolo di studio 35, “Come viene aiutato chi è stato allontanato dalla congregazione?”, pp. 26-31. Una nota in calce stabilisce che non si userà più il termine “disassociato” ma si dirà che la persona è stata “allontanata” dalla congregazione, e che al posto di “riassociato” si dirà “riammessa”. La stessa rivista precisa che i cristiani possono decidere in coscienza se invitare a un’adunanza una persona allontanata e se salutarla quando è presente. Gli anziani le propongono un nuovo incontro dopo qualche mese e continuano a ricontattarla periodicamente. La marcatura prevista da 2 Tessalonicesi 3:14 diventa una decisione del singolo e non più un provvedimento annunciato dagli anziani.
Quanto resta invariato è più esteso di quanto cambia. Lo stesso articolo dell’agosto 2024 ribadisce l’istruzione di smettere di stare in compagnia della persona e di non mangiare con lei, e apre il paragrafo sul saluto affermando che rapporti sociali non se ne intratterrebbero. Il saluto è consentito, la frequentazione no. Per i familiari conviventi la situazione è quella di sempre. Per i parenti che non convivono non risulta alcun cambiamento, come non ne risulta per la dissociazione volontaria, che continua a produrre gli stessi effetti. Gli apostati sono esclusi per iscritto dalle attenuazioni: gli anziani non fanno loro visita.
La ridenominazione del comitato giudiziario in comitato di anziani non risulta annunciata da alcuna fonte primaria; gli articoli del 2024 usano solo la seconda espressione, ma è un cambio d’uso osservabile, non una modifica dichiarata. Nessuna fonte pubblica, né prima né dopo il 2024, ha mai fissato un periodo minimo prima della riammissione: la riduzione di cui si parla non è documentabile.
4. Le conseguenze reali
Le conseguenze dello shunning per le persone espulse o dissociate sono documentate da decenni di testimonianze dirette, ricerche psicologiche e casi giudiziari.
Isolamento sociale totale. Per chi ha trascorso anni o decenni nell’Organizzazione, la rete sociale è quasi interamente interna alla congregazione. Espulsione significa perdita simultanea di tutte le amicizie interne alla congregazione, dei colleghi di predicazione, spesso di vicini di casa e colleghi di lavoro che condividono la fede.
Separazione familiare. I casi più documentati e più dolorosi coinvolgono famiglie in cui alcuni membri sono TdG attivi e altri sono stati espulsi. Genitori che non parlano con figli adulti per anni. Figli che crescono senza contatto con un genitore espulso. Fratelli e sorelle che si trattano come estranei in pubblico.
Impatto psicologico. La ricerca psicologica disponibile su questa popolazione è qualitativa oppure trasversale su campioni autoselezionati, e documenta in modo convergente depressione, ansia, sintomi post-traumatici e ideazione suicidaria fra gli ex TdG che hanno subito shunning familiare. Studi di prevalenza con diagnosi accertate e gruppo di confronto non esistono: la ricorrenza del fenomeno è documentata, la sua frequenza no. Uno studio peer-reviewed pubblicato nel 2023 su Pastoral Psychology (Rosie Luther), condotto su dieci ex TdG tra i 20 e i 44 anni con l’analisi fenomenologica interpretativa, ha identificato conseguenze specifiche e durature:
«I risultati suggeriscono che lo shunning ha un effetto negativo a lungo termine sulla salute mentale, sulle possibilità lavorative e sulla soddisfazione di vita.»
— Rosie Luther, Pastoral Psychology, 2023 (PMC9803876)
Lo stesso studio documenta che la cultura dell’informare sugli altri membri all’interno dell’Organizzazione genera «una persistente sensazione di sfiducia e sospetto anche molto tempo dopo aver lasciato». Le donne ex TdG riportano un impatto amplificato per via dei «temi prevalenti di sessismo e narrazioni patriarcali pervasive nella cultura dei TdG».
Uno studio quantitativo su scala più ampia aggiunge un dato che va contro l’intuizione. Ransom, Monk, Qureshi e Heim (2021), pubblicato su Pastoral Psychology, ha analizzato 554 adulti ex TdG (62% donne, età media 37,3 anni) reclutati attraverso reti di supporto online. Gli autori si aspettavano che chi era stato espulso (disfellowshipped) subisse più ostracismo e danni maggiori. Hanno trovato il contrario: chi era uscito volontariamente, con la dissociazione o allontanandosi in silenzio (faded), riferiva più ostracismo di chi era stato espulso. La spiegazione che propongono è che chi se ne va di sua scelta non si aspetti di essere trattato come un espulso, e che un’esclusione non prevista pesi di più. Il disegno è trasversale e il campione autoselezionato, come gli autori stessi avvertono, quindi il confronto descrive i gruppi e non isola l’effetto della procedura. Un impegno religioso più alto durante l’appartenenza risulta associato a una transizione identitaria più riuscita e insieme a un’autostima più bassa; l’identificazione con altri ex TdG risulta invece correlata positivamente alla riuscita della transizione identitaria.
Il contesto italiano. Rocco Masiello (2020), in un elaborato finale di laurea triennale in psicologia basato su dieci interviste in profondità con ex TdG disassociati in Italia, ha raccolto testimonianze sulla concretezza delle conseguenze nel contesto nazionale. Non è uno studio sottoposto a revisione paritaria e dieci casi non consentono generalizzazioni: le storie che seguono valgono come documentazione di esperienze, non come misura del fenomeno. Tra i partecipanti: Miriam (57 anni), «Ho perso una famiglia, un’amicizia, dei fratelli, tutti i punti di riferimento che mi ero creata. Non esisti più. Annullata.»; Marco (32 anni), «In dodici anni ci siamo visti forse dieci volte» (con il fratello); Diego, «Uno mi disse: “Per me sei già morto.”»; Giulia, «Una morte dentro. Non volevo più vivere nella realtà perché era troppo dolorosa.»
Una testimonianza riferisce anche un effetto economico: secondo Giulia, gli anziani istruirono i membri della congregazione a non frequentare la sua attività professionale. Lo riferisce una sola intervistata; documenta quello che è successo a lei, non una prassi. Lo studio di Masiello rileva inoltre che alcuni TdG italiani «rimangono dentro per paura di perdere i parenti», confermando la funzione deterrente dello shunning: il meccanismo agisce non solo sugli espulsi ma su chi sta considerando di andarsene.
Il meccanismo di deterrenza. Lo shunning funziona anche, e soprattutto, come deterrente prima che avvenga. Chi sta considerando di lasciare l’Organizzazione sa cosa perderà. Questa consapevolezza trattiene molte persone, per anni, a volte per decenni, in una condizione di doppio registro: non credono più, ma non possono permettersi di andarsene.
5. La risposta legale internazionale
Lo shunning dei Testimoni di Geova è stato oggetto di procedimenti legali in diversi paesi.
Corte europea dei diritti dell’uomo. Sul piano sovranazionale l’ostracismo non ha finora trovato censura. In Jehovah’s Witnesses of Moscow and Others c. Russia, ricorso n. 302/02, deciso il 10 giugno 2010, la Corte di Strasburgo ha anzi respinto la tesi dei giudici russi secondo cui la confessione spingerebbe i fedeli a rompere i legami familiari, accertando la violazione degli articoli 9 e 11 della Convenzione. In questo contesto ricorre spesso Palau-Martinez c. Francia, ricorso n. 64927/01, che non è del 2010 ma del 16 dicembre 2003, e non riguarda l’ostracismo. In quel caso la Corte censurò i giudici francesi per aver fissato la residenza dei figli presso il padre fondandosi in misura determinante sulle pratiche religiose della madre, Testimone di Geova, e accertò la violazione dell’articolo 8 in combinato disposto con l’articolo 14.
Norvegia (2022-2026). È il procedimento più rilevante, e finisce male per la tesi di chi lo cita. Nel gennaio 2022 lo Statsforvalteren di Oslo e Viken negò ai Testimoni di Geova le sovvenzioni statali percepite dal 1985, e nel dicembre dello stesso anno revocò anche la registrazione come comunità religiosa, motivandola espressamente con la pratica dell’esclusione sociale verso gli ex membri, con la sua applicazione ai minori e con la compressione del diritto di recesso. Il Tribunale distrettuale di Oslo confermò i provvedimenti il 4 marzo 2024, ma il 14 marzo 2025 la Corte d’appello di Borgarting li annullò integralmente, concludendo che né l’esclusione sociale né la sua applicazione ai minori violano i diritti fondamentali. La Corte suprema ha respinto il ricorso dello Stato con sentenza del 29 aprile 2026, a maggioranza di tre giudici contro due. La motivazione poggia sul diritto interno, perché lo Stato non ha provato i presupposti dell’articolo 6 della trossamfunnsloven; sulle censure dei Testimoni fondate sugli articoli 11 e 14 della Convenzione e sull’articolo 1 del Protocollo n. 1 la maggioranza non si è pronunciata; le ha respinte il secondo votante, che scriveva per la minoranza (par. 224). Al paragrafo 138 la prima votante scrive che l’esclusione non costituisce una pressione indebita, perché non colpisce i familiari conviventi e non spezza i legami familiari. Non si è mai trattato di una legge, ma di provvedimenti amministrativi poi caduti in giudizio. [domstol.no]
Belgio (2021-2023). Il 16 marzo 2021 il tribunale correzionale di Gand condannò l’associazione dei Testimoni di Geova per incitamento alla discriminazione e all’odio verso gli ex membri, con un’ammenda di 96.000 euro. Il 7 giugno 2022 la Corte d’appello di Gand la assolse, e il 19 dicembre 2023 la Corte di cassazione respinse il ricorso delle parti civili, fra cui il centro Unia. Il testo delle tre decisioni non l’ho trovato online: le date vengono dalle cronache giudiziarie, e la Corte suprema norvegese, al paragrafo 139 della sentenza del 2026, cita il Belgio fra i paesi in cui l’ostracismo non è stato ritenuto una violazione.
Danimarca. Contrariamente a quanto si legge spesso, e a quanto questa pagina ha sostenuto fino a oggi, il Parlamento danese non ha mai approvato una legge che vieti l’esclusione sociale dei minori da parte di organizzazioni religiose. Esiste invece un’indagine del Ministero degli Affari Locali, Rurali ed Ecclesiastici, aperta il 25 settembre 2024 su presunti maltrattamenti e abusi su minori e sulla conformità alla legge sulle comunità religiose del 2017, chiusa il 24 novembre 2025 con la conclusione che i Testimoni non svolgono né incoraggiano attività contrarie alla legislazione danese. La legge danese del dicembre 2023 che a volte viene citata in questo contesto è la cosiddetta Koranloven, sul trattamento improprio di scritti religiosi, e non ha alcun rapporto con l’esclusione sociale.
Russia. Con sentenza della Corte suprema del 20 aprile 2017 la Russia ha dichiarato il Centro amministrativo dei Testimoni di Geova “organizzazione estremista”, ne ha ordinato lo scioglimento e ne ha vietato le attività. La decisione si fonda sulla legislazione antiestremismo del 2002 e riguarda in primo luogo le pubblicazioni dell’organizzazione e la sua attività. Le pratiche di ostracismo non compaiono fra le motivazioni. Il provvedimento è ampiamente criticato come sproporzionato dagli organismi internazionali per i diritti umani, e la Corte di Strasburgo lo ha censurato in Taganrog LRO e altri c. Russia, deciso il 7 giugno 2022.
6. Quando lo shunning finisce la famiglia
C’è una componente dello shunning che le statistiche e le sentenze non riescono a catturare: il silenzio. Il silenzio tra persone che si amavano e che ora, per dottrina, non possono parlarsi.
I racconti di ex TdG che descrivono i propri genitori che si girano dall’altra parte al supermercato, i fratelli che non rispondono ai messaggi di auguri di compleanno, i figli che non possono invitare il genitore espulso al proprio matrimonio, questi racconti non sono episodi isolati: sono centinaia, raccolti da ricercatori, giornalisti e organizzazioni di supporto agli ex TdG in tutto il mondo, e convergono su dettagli molto specifici. Questo stabilisce che il fenomeno esiste ed è strutturato. Non stabilisce con quale frequenza si verifichi, perché chi raccoglie quelle storie raccoglie per definizione chi le ha vissute, e non registra i casi in cui l’esclusione non c’è stata. La base empirica indipendente sta altrove, nella ricerca sperimentale sull’ostracismo condotta da Kipling Williams e collaboratori: in laboratorio bastano pochi minuti di esclusione, anche da parte di un computer, per abbassare in modo misurabile il senso di appartenenza, l’autostima, il controllo percepito e il senso della propria esistenza.
L’Organizzazione risponde che lo shunning è “amore”, non odio: l’esclusione è necessaria per proteggere la congregazione dalla contaminazione spirituale, e sperare che il membro espulso possa essere motivato a tornare. Questa risposta viene data nelle stesse pubblicazioni che istruiscono il membro a non mangiare con il proprio figlio espulso che non vive più in casa.
Da qui in avanti non è documentazione: è la lettura dell’autore.
7. La posizione di Morpheo
Ho vissuto lo shunning dall’altra parte, come membro attivo che guarda un ex membro sapendo cosa la dottrina richiederebbe.
E come persona che, lasciando progressivamente l’Organizzazione, ha visto modificarsi le relazioni con chi era rimasto dentro. Non con violenza. Con distanza. Con un raffreddamento graduale, con conversazioni che si accorciano, con argomenti che diventano impraticabili, con un’assenza che cresce senza essere mai dichiarata.
Lo shunning non è solo un atto formale, l’annuncio in congregazione, il non saluto per strada. È un processo. Comincia prima dell’espulsione, quando il membro che si allontana inizia a non essere più abbastanza presente, abbastanza fedele, abbastanza utile alla macchina. E finisce molto dopo l’uscita, nelle vite dei figli che crescono con la consapevolezza che un pezzo della loro famiglia è stato dichiarato inesistente.
È il meccanismo più potente dell’intero sistema. Più delle profezie, più della NWT, più del 607 a.C. Perché tutti gli altri meccanismi agiscono sulla mente. Questo agisce sull’amore.
E nessuno cede l’amore facilmente.
Il sistema di cui lo shunning è la sanzione: il modello BITE. Lo stesso meccanismo dal lato di chi lo subisce: la famiglia dopo.
8. Fonti
- Watch Tower Bible and Tract Society. The Watchtower, 15 settembre 1981: “Disfellowshiping—How to View It” e “If a Relative Is Disfellowshiped . . .” (dottrina dello shunning). L’edizione italiana di pari data non contiene questi articoli: la Torre di Guardia di quegli anni usciva con alcuni mesi di ritardo sull’originale, e i due articoli comparvero nel numero del 1° gennaio 1982: “Come considerare la disassociazione”, pp. 21-26, e “Se un parente viene disassociato…”, pp. 27-32 [wol.jw.org] [wol.jw.org]
- Watch Tower Bible and Tract Society. Organized to Do Jehovah’s Will. 2005. (pp. 154-158: procedure di disfellowshipping)
- Watch Tower Bible and Tract Society. The Watchtower, 15 aprile 1988: “Discipline That Can Yield Peaceable Fruit” (shunning dei familiari non conviventi) [wol.jw.org]
- Hassan, Steven. Freedom of Mind. Freedom of Mind Press, 2012. (cap. 4: shunning come meccanismo di controllo emotivo)
- Jenkinson, Gillie. “An Investigation into Cult Pseudo-Personality: What Is It and How Does It Form?” Cultic Studies Review 7, n. 3 (2008): 199-224. (pubblicazione dell’ICSA, associazione specializzata ma di parte nel dibattito sui nuovi movimenti religiosi) [sito]
- Corte europea dei diritti dell’uomo. Palau-Martinez v. France, n. 64927/01, 16 dicembre 2003. [hudoc]
- Statsforvalteren i Oslo og Viken, provvedimenti di revoca dei contributi (gennaio 2022) e della registrazione (dicembre 2022); Tribunale distrettuale di Oslo, 4 marzo 2024; Corte d’appello di Borgarting, 14 marzo 2025 (annullamento); Corte suprema (Høyesterett), sentenza HR-2026-1009-A del 29 aprile 2026 [domstol.no].
- Belgio: Tribunale correzionale di Gand, 16 marzo 2021; Corte d’appello di Gand, 7 giugno 2022; Corte di cassazione, 19 dicembre 2023 (date dalle cronache giudiziarie; testo delle decisioni non consultato) [vrt.be]
- Ministero danese degli Affari Locali, Rurali ed Ecclesiastici, indagine aperta il 25 settembre 2024 e chiusa il 24 novembre 2025.
- JW Facts, jwfacts.com: “Disfellowshipping” (raccolta primaria di citazioni dalle pubblicazioni WTS, con documentazione cronologica) [sito]
Letteratura psicologica accademica:
- Luther, Rosie. “What Happens to Those Who Exit Jehovah’s Witnesses: An Investigation of the Impact of Shunning.” Pastoral Psychology 72(1), 2023, pp. 105–120. DOI: 10.1007/s11089-022-01051-x. PMC: pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9803876/
- Ransom, H. J., R. L. Monk, A. Qureshi e D. Heim. “Life after Social Death: Leaving the Jehovah’s Witnesses, Identity Transition and Recovery.” Pastoral Psychology 70(1), 2021, pp. 53-69. DOI: 10.1007/s11089-020-00935-0. (n = 554 adulti ex TdG)
- Masiello, Rocco. L’ostracismo nella comunità dei Testimoni di Geova in Italia. Elaborato finale, Corso di Laurea in Psicologia, Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, a.a. 2019–2020. (10 interviste con ex TdG disassociati in Italia)
[VERIFICATO] Ogni affermazione di fatto è stata ricondotta a una fonte controllabile. Come classifico le fonti.
Cronologia delle verifiche
Prima pubblicazione: 3 aprile 2026. Ultima verifica: 6 ottobre 2026.
Correzioni di sostanza applicate nelle revisioni di luglio, agosto e ottobre 2026:
- 6 ottobre 2026. Avevo letto al contrario lo studio di Ransom e colleghi del 2021: non sono gli espulsi a riferire più ostracismo, ma chi è uscito volontariamente, contro l’ipotesi degli stessi autori. Sostituita con il testo reale una citazione della Watchtower del 15 settembre 1981 che nell’articolo non c’è: ora riporto il paragrafo 12 dall’edizione italiana del 1° gennaio 1982. Corretta la definizione iniziale, che invertiva i termini: in italiano la disassociazione è l’espulsione, la dissociazione è l’uscita volontaria. Nella seconda rilettura: corretta la sentenza norvegese: sulle censure fondate sulla Convenzione europea la maggioranza non si è pronunciata, le ha respinte la minoranza. Sostituiti i versetti con il testo della Traduzione del Nuovo Mondo, dove 2 Giovanni parla proprio del saluto, e la citazione sui familiari con il testo ufficiale italiano, che precisa che i vincoli familiari restano. Aggiunto il caso belga.
- 2 agosto 2026. Corretto il rimando a Mantenetevi nell’amore di Dio. Il luogo che sostiene il passaggio è l’appendice, pp. 207-209, non il capitolo 3, ed è lì che il volume del 2008 rinvia agli articoli del 1982 e del 1988.
- Tolto il nome dell’oratore dall’aggiornamento del Corpo Direttivo del 15 marzo 2024: né la pagina di jw.org né i sottotitoli ufficiali lo nominano.
- Precisato l’esito norvegese. La sentenza della Corte suprema del 29 aprile 2026 è a maggioranza di tre giudici contro due e poggia sul diritto interno; le censure dei Testimoni fondate sulla Convenzione sono state respinte. Chiamarla senz’altro favorevole all’organizzazione era esatto sull’esito e fuorviante sulla motivazione.
- 31 luglio 2026. Tolti i «tassi elevati» di depressione fra gli ex TdG. È un enunciato epidemiologico e richiede numeratore, denominatore e popolazione di confronto: nessuna delle due fonti che citavo ne fornisce alcuno. La ricerca disponibile è qualitativa o trasversale su campioni autoselezionati, e la ricorrenza del fenomeno è documentata mentre la sua frequenza no.
- Tolto il verbo «quantifica» dal confronto fra chi è stato disassociato e chi si è allontanato in silenzio: trasformava una differenza fra gruppi autoselezionati in una misura di effetto causale. Chi arriva all’espulsione formale ha con ogni probabilità famiglia, motivi e livello di conflitto già diversi prima del procedimento, e un disegno trasversale non può isolare l’effetto della procedura.
- Tolto il «troppi per essere aneddotici», che è un non sequitur: chi raccoglie quelle storie raccoglie per definizione chi le ha vissute, e non registra i casi in cui l’esclusione non c’è stata. I racconti stabiliscono che il fenomeno esiste ed è strutturato, non con quale frequenza si verifichi. La base empirica indipendente sta altrove, nella ricerca sperimentale sull’ostracismo di Kipling Williams, e l’ho aggiunta.
- Ridimensionato l’«effetto economico organizzato»: trasformava in prassi un racconto de relato e attribuiva agli anziani una condotta potenzialmente illecita sulla base di una sola testimonianza anonima. Resta un episodio riferito da una sola intervistata, e documenta ciò che è accaduto a lei.
- Corretta la data del caso Palau-Martinez c. Francia, 16 dicembre 2003, e tolto il richiamo da questo contesto: la decisione riguarda l'affidamento dei figli e la discriminazione religiosa, non l'ostracismo.
- Aggiunta una sezione sulle modifiche introdotte dal Corpo Direttivo nel 2024, dal passaggio da «disassociato» a «allontanato dalla congregazione» alle altre novità della disciplina congregazionale, valutate nel merito.