Un anziano di congregazione scrisse una lettera all’Organizzazione con le prove che il 607 a.C. era sbagliato. Aspettò una risposta per tre anni. La risposta fu la disassociazione.


1. Chi era Carl Olof Jonsson

Carl Olof Jonsson era un anziano di congregazione svedese — Göteborg — con una reputazione di serietà e dedizione all’interno dell’Organizzazione. Non era un contestatore, non aveva motivazioni di rancore personale, non cercava visibilità. Era esattamente ciò che l’Organizzazione avrebbe voluto come membro: qualcuno che studiava la Bibbia e le pubblicazioni WTS con rigore, che prendeva la propria fede sul serio abbastanza da volerla verificare.

Fu proprio quel rigore a portarlo in rotta di collisione con il Corpo Direttivo.

Nel 1968 — sull’onda del fermento profetico intorno al 1975, quando l’Organizzazione stava comunicando con crescente certezza l’imminente Armageddon — Jonsson cominciò a studiare sistematicamente le basi cronologiche su cui si reggeva quella certezza. La domanda era semplice: da dove viene il 607 a.C.? Qual è la fonte primaria?

Più studiava, più la risposta si faceva scomoda.


2. Dieci anni di ricerca

Jonsson impiegò quasi un decennio a costruire la propria ricerca. Non si trattava di leggere un sito web critico — internet non esisteva. Jonsson andò alle fonti: le tavolette cuneiformi babilonesi, le opere degli assiriologi, il Canone di Tolomeo, i commentari biblici accademici, le opere degli storici del Vicino Oriente Antico.

La ricerca era metodica, documentata, filologicamente fondata. Jonsson confrontò la cronologia WTS con ogni fonte storica disponibile. La conclusione era incontrovertibile:

La data della distruzione di Gerusalemme non era il 607 a.C. Era il 587/586 a.C.

Le fonti primarie convergevano senza eccezione. Non c’era nessuna autorità accademica — in nessun campo, in nessuna confessione religiosa — che sostenesse il 607. La data WTS era un’anomalia isolata, non supportata da nessuna evidenza storica verificabile.

Jonsson non era un apostata. Era un credente con un problema reale: come riconciliare la propria fede con la conoscenza che la sua struttura profetica era costruita su fondamenta storicamente false?

La risposta che si diede fu quella di un membro fedele: portare il problema all’Organizzazione.


3. La prima lettera: maggio 1977

Il 20 maggio 1977, Jonsson inviò alla sede centrale della Watch Tower Society a Brooklyn, New York, un dossier dettagliato. La corrispondenza era indirizzata al Comitato di Scrittura delle pubblicazioni — il dipartimento direttamente collegato al Corpo Direttivo.

Il documento — che diventerà la base del futuro libro The Gentile Times Reconsidered — presentava:

  • L’analisi delle tavolette cuneiformi babilonesi e la loro datazione astronomica verificabile.
  • Il Canone di Tolomeo e la sua coerenza con le fonti assiriologiche indipendenti.
  • I calcoli astronomici retroattivi che collocavano il diciassettesimo anno di Nabucodonosor al 587/586 a.C.
  • Una confutazione metodica degli argomenti che la WTS usava per sostenere il 607.
  • La domanda esplicita: come risponde l’Organizzazione a queste prove?

Jonsson non chiedeva di abbandonare la fede. Chiedeva di riesaminare una data. Con rispetto, con la documentazione in mano, nel contesto di una comunicazione ufficiale con chi aveva l’autorità di decidere.

Nella prima lettera al Comitato di Scrittura, Jonsson era già esplicito sull’impossibilità di confutare le prove:

«Non è stato possibile confutare gli argomenti e la conclusione che il 587 a.C., non il 607, è la data corretta per la distruzione di Gerusalemme e del suo tempio. Se questa conclusione è corretta — e sembra davvero molto difficile evitare tutti i fatti presentati — le conseguenze saranno di vasta portata riguardo a tutto ciò che colleghiamo al 1914.»
— Carl Olof Jonsson, lettera alla WTS, 20 maggio 1977 (traduzione dall’inglese)


4. La corrispondenza: 1977–1980

Quella che seguì fu una corrispondenza che durò tre anni. Dodici lettere originali, oggi conservate nell’archivio storico del progetto. Dodici documenti che raccontano, in tempo reale e con le parole di entrambe le parti, come l’Organizzazione gestisce chi porta prove scomode dall’interno.

La risposta del Corpo Direttivo: gennaio 1978

Dopo oltre sei mesi di silenzio, il 17 gennaio 1978 arrivò la prima risposta sostanziale — firmata esplicitamente “For the Writing Committee of the Governing Body”, cioè per conto del Corpo Direttivo stesso.

Il tono era cordiale. Il contenuto era una resa dei conti istituzionale.

La WTS non discusse nessuna delle prove presentate. Non analizzò le tavolette cuneiformi. Non propose calcoli alternativi. La risposta aveva un messaggio centrale:

«Per quanto forti possano essere gli argomenti a sostegno di queste opinioni, esse devono, per il momento, essere considerate come il tuo punto di vista personale. Non è qualcosa di cui dovresti parlare o che dovresti cercare di diffondere tra gli altri membri della congregazione.»
— Watch Tower Bible and Tract Society, lettera al Corpo Direttivo a Carl Olof Jonsson, 17 gennaio 1978 (traduzione dall’inglese)

La lettera aggiungeva che eventuali cambiamenti dottrinali “dovevano avvenire in modo ordinato, con direzione centrale” — come nel primo secolo (citando Atti 15:1-2). L’individuo non aveva titolo per “avanzare e sostenere” cambiamenti dottrinali.

La risposta di Jonsson: il cibo avvelenato

Il 22 febbraio 1978 Jonsson rispose con una lettera che è, per lucidità, una delle più straordinarie dell’intera corrispondenza. Difendeva la propria onestà intellettuale — e rispondeva all’invito al silenzio con un’analogia diretta:

«Un cuoco che venisse informato dell’evidenza che indica che parte del cibo che prepara sembra avvelenato, senza dubbio comincerebbe immediatamente a esaminare la questione e nel frattempo farebbe attenzione a non far portare in tavola ai commensali il cibo sospetto. Non vale lo stesso per il cibo spirituale?»
— Carl Olof Jonsson, lettera alla WTS, 22 febbraio 1978 (traduzione dall’inglese)

Schroeder e la dichiarazione pubblica: dicembre 1978

Nel dicembre 1978 Jonsson apprese che Albert D. Schroeder — membro del Corpo Direttivo e considerato il massimo esperto di cronologia alla sede centrale — aveva tenuto incontri in Europa con dirigenti dell’Organizzazione. In quell’occasione, Schroeder aveva comunicato pubblicamente quattro punti:

  1. Era in corso una campagna — dall’esterno (gli Avventisti) e dall’interno — per abbattere la cronologia 607–1914.
  2. La Società non ha alcuna intenzione di abbandonare la cronologia nella sua forma attuale.
  3. Alcuni dei documenti antichi citati dagli “attaccanti” erano stati dimostrati falsi.
  4. Non c’era nulla di nuovo negli argomenti degli “attaccanti”.

Jonsson scrisse direttamente a Schroeder il 6 dicembre 1978, chiedendo se la sua ricerca fosse considerata parte di quella “campagna”. Nella stessa lettera, rispondeva al punto 4 con una demolizione logica che non ha mai avuto replica:

«Ogni argomento avanzato contro i documenti su cui è fondata la data del 587 a.C. colpisce con la stessa forza anche la data del 539 a.C. — e indirettamente anche la data del 607 a.C., che deriva dal 539. Questo è il quadro reale, ed è per questo che dovremmo accettare il 587 invece del 607 come data corretta per la distruzione di Gerusalemme.»
— Carl Olof Jonsson, lettera ad Albert Schroeder, 6 dicembre 1978 (traduzione dall’inglese)

L’argomento era cristallino: la WTS fonda tutta la propria cronologia sulla data del 539 a.C. (caduta di Babilonia) — una data stabilita dagli stessi documenti storici “mondani” usati per collocare la distruzione di Gerusalemme al 587. Se i documenti non sono affidabili per il 587, non lo sono nemmeno per il 539. E senza il 539, crolla anche il 607. L’Organizzazione stava segando il ramo su cui era seduta.

La minaccia velata: gennaio 1979

Il 1° gennaio 1979 la WTS rispose con una lettera che diceva di non ignorare la ricerca di Jonsson, di non poter ancora esprimere un giudizio definitivo, ma che conteneva — nel mezzo di un tono di fraterna cortesia — un avvertimento inequivocabile:

«Se qualcuno continua a sostenere le proprie opinioni su un determinato argomento al punto da causare controversia pubblica e disunità, nell’interesse dei fratelli è necessario che vengano prese alcune misure.»
— Watch Tower Bible and Tract Society, lettera a Carl Olof Jonsson, 1° gennaio 1979 (traduzione dall’inglese)

Non era una confutazione. Era una notifica.

La risposta tecnica: febbraio 1980

Solo il 28 febbraio 1980 — quasi tre anni dopo la prima lettera — la WTS inviò finalmente una risposta che tentava di affrontare le prove nel merito. Fu la risposta più lunga e più tecnica dell’intera corrispondenza.

L’argomento centrale riguardava la tavoletta VAT 4956 — uno dei pilastri astronomici della cronologia babilonese, che colloca il diciassettesimo anno di Nabucodonosor al 568/567 a.C. e dunque la distruzione di Gerusalemme al 587. La WTS non contestò le osservazioni astronomiche registrate sulla tavoletta. Contestò la loro attribuzione storica, suggerendo che potessero essere state copiate da uno scriba più tardo che le aveva associate al regno sbagliato.

Era il meglio che l’Organizzazione riusciva a produrre dopo tre anni di studio: non una confutazione delle prove, ma un dubbio sulla loro catena di trasmissione. Jonsson rispose punto per punto il 31 marzo 1980, demolendo ogni obiezione con documentazione specifica.

La risposta finale: maggio 1980

Il 15 maggio 1980, la WTS inviò l’ultima lettera. Era la resa dei conti di tre anni di corrispondenza, condensata in poche righe che dicono tutto sul meccanismo in gioco:

«La tua ricerca ti ha portato alla conclusione che siano necessari alcuni aggiustamenti nella cronologia esposta nelle pubblicazioni della Società. Ne sei profondamente convinto, ma è opportuno avvertirti che ciò può rivelarsi un laccio per te se non eserciti grande prudenza. Siamo certi che tu apprezzi che non sarebbe appropriato che tu cominci a esporre le tue opinioni e conclusioni sulla cronologia, diverse da quelle pubblicate dalla Società, così da sollevare seri interrogativi e problemi tra i fratelli. Puoi attendere Geova? Ti invitiamo a farlo.»
— Watch Tower Bible and Tract Society, lettera a Carl Olof Jonsson, 15 maggio 1980 (traduzione dall’inglese)

E ancora, verso la fine:

«Non cercare di minare l’organizzazione o sollevare dubbi nelle menti dei fratelli e delle sorelle rendendo la cronologia la cosa più importante nella loro vita.»
— Watch Tower Bible and Tract Society, lettera a Carl Olof Jonsson, 15 maggio 1980 (traduzione dall’inglese)

In tre anni di corrispondenza, la Watch Tower Society non aveva mai confutato le prove di Jonsson. Aveva chiesto silenzio, poi pazienza, poi fiducia. Quando anche quella non fu sufficiente, venne la disassociazione.

Jonsson fu disassociato nel 1982. Il motivo formale non riguardava la cronologia — riguardava la violazione di regole congregazionali connesse alla sua disponibilità a condividere la ricerca. In pratica: aveva continuato a ragionare, e a permettere ad altri di farlo.


5. The Gentile Times Reconsidered

L’anno successivo — 1983 — Jonsson pubblicò The Gentile Times Reconsidered: Chronology and Christ’s Return. Il libro raccoglieva l’intera ricerca in forma sistematica e documentata: le prove storiche, l’analisi delle risposte WTS, le implicazioni per il 1914 e per l’intera struttura profetica dell’Organizzazione.

Il libro è stato rivisto e aggiornato in quattro edizioni (l’ultima nel 2004). Non è mai stato confutato nel merito da nessuna pubblicazione WTS. Le risposte dell’Organizzazione al libro si sono limitate a denigrare l’autore come apostata, senza affrontare il contenuto argomentativo.

The Gentile Times Reconsidered è oggi disponibile liberamente in formato PDF su Archive.org (link diretto nel file delle fonti verificate di questo sito). È uno dei testi di riferimento più importanti nella letteratura critica sui Testimoni di Geova.

La conclusione che Jonsson espone nel libro è formulata con chiarezza scientifica:

«Le prove disponibili dimostrano in modo conclusivo che l’anno 607 a.C. non ha mai avuto — e non ha — alcun supporto nella storia babilonese o biblica. La distruzione di Gerusalemme avvenne nel 587/586 a.C., come stabilito dall’evidenza astronomica, dalle fonti cuneiformi e dal consenso accademico universale.»
— Carl Olof Jonsson, The Gentile Times Reconsidered, 4ª ed. (traduzione dall’inglese)

Vale sottolineare che Jonsson morì il 6 aprile 2023, all’età di 85 anni, senza che la Watch Tower Society avesse mai risposto nel merito alla sua ricerca — né nel 1977, né nei quarantasei anni successivi.


6. Perché questa storia è importante

La storia di Jonsson non è importante solo per la questione cronologica che solleva — per quanto quella questione sia fondamentale. È importante per ciò che rivela sul funzionamento dell’Organizzazione.

La risposta al dubbio onesto è l’espulsione. Jonsson non cercava uno scandalo. Non cercava la fama. Portò all’Organizzazione un problema documentato, con rispetto e con la speranza che venisse esaminato con lo stesso rigore che lui aveva applicato. La risposta fu che quella domanda non poteva essere posta.

La dottrina è impermeabile all’evidenza. Le prove storiche che Jonsson presentò nel 1977 sono le stesse disponibili oggi. La WTS non le ha mai confutate. Le ha ignorate. Questo non è un comportamento compatibile con la ricerca onesta della verità.

Il controllo dell’informazione in azione. La storia di Jonsson non viene insegnata nelle adunanze dei TdG. I membri attivi non sanno che nel 1977 un anziano svedese scrisse al Corpo Direttivo con prove schiaccianti che il 607 era sbagliato — e che la risposta fu il silenzio, poi la disassociazione. Non sanno che esiste un libro che risponde punto per punto agli argomenti WTS e che non è mai stato confutato. Non sanno perché non sanno: perché non sanno di non sapere.


7. La posizione di Morpheo

Quando ho letto per la prima volta la storia di Jonsson, la reazione che ho avuto non era di trionfo intellettuale. Era qualcosa di più simile al dolore.

Perché mi ci sono riconosciuto. Anch’io avevo studiato “di contrabbando”, come lo chiamavo. Anch’io avevo trovato cose che non tornano. Anch’io avevo sperato, in qualche modo, che ci fosse una risposta — una risposta onesta, documentata, capace di reggere l’esame.

La storia di Jonsson mi ha detto quella risposta non esiste. Non è mai esistita. Se un anziano svedese nel 1977 non riuscì ad ottenerla con cinquanta pagine di documentazione, non la ottenne nessuno.

Quello che Jonsson fece richiese più coraggio di quanto sembri. Scrivere una lettera che mette in discussione l’autorità di un’organizzazione che ti ha dato comunità, identità, struttura — e farlo con rispetto, con onestà, senza fini di visibilità — è un atto di integrità rara. Il fatto che sia finito espulso non dice nulla sul valore di quella lettera. Dice tutto sul sistema a cui quella lettera era indirizzata.


8. Fonti

  • Corrispondenza originale COJ-WT (1977–1980), 12 lettere originali — archivio privato dell’autore. Lettere consultate direttamente nella preparazione di questo articolo:
  • Lettera 1: COJ alla WTS, 20 maggio 1977
  • Lettera 2: WTS a COJ, 19 agosto 1977
  • Lettera 3: COJ alla WTS, 5 settembre 1977
  • Lettera 4: COJ alla WTS, 12 dicembre 1977
  • Lettera 5: WTS a COJ, 17 gennaio 1978 (per conto del Writing Committee del Corpo Direttivo)
  • Lettera 6: COJ alla WTS, 22 febbraio 1978
  • Lettera 7: COJ ad Albert Schroeder (GB), 6 dicembre 1978
  • Lettera 8: WTS a COJ, 22 dicembre 1978
  • Lettera 9: WTS a COJ, 1° gennaio 1979
  • Lettera 10: WTS a COJ, 28 febbraio 1980
  • Lettera 11: COJ alla WTS, 31 marzo 1980
  • Lettera 12: WTS a COJ, 15 maggio 1980
  • Jonsson, Carl Olof. The Gentile Times Reconsidered: Chronology and Christ’s Return. Commentary Press, 4ª ed. 2004. [PDF disponibile su Archive.org]
  • Franz, Raymond. Crisis of Conscience. Commentary Press, 1983. (capitolo 10: la corrispondenza COJ-WT e la reazione del Corpo Direttivo)
  • Watch Tower Bible and Tract Society. La Torre di Guardia, 1 ottobre 2011: “When Was Ancient Jerusalem Destroyed? — Part 1” e Part 2 (novembre 2011): la più recente difesa WTS del 607, analizzata e confutata da Jonsson nella sua risposta online.