«Astenetevi dal sangue.»
— Atti degli Apostoli 15:29 — la base scritturale su cui, nel 1945, fu costruita una dottrina medica.
Introduzione
Le trasfusioni di sangue sono vietate ai Testimoni di Geova per una dottrina introdotta nel 1945. Ogni anno, in tutto il mondo, un numero imprecisato di Testimoni di Geova muore rifiutando trasfusioni di sangue. Tra loro ci sono adulti consapevoli, ma anche bambini — sui quali i genitori esercitano il diritto di rifiuto in loro vece.
Questa non è un’opinione. È un fatto documentato da decenni di cronaca medica, sentenze giudiziarie e letteratura accademica.
La domanda che JWMatrix vuole porre non è religiosa. È storica: quando è nata questa dottrina, su quali basi, e come è cambiata nel tempo?
Le risposte si trovano direttamente nelle pubblicazioni della Watch Tower Bible and Tract Society.
1. Prima del 1945: il sangue non era un problema
I Testimoni di Geova — allora chiamati Studenti Biblici — non avevano alcuna dottrina specifica contro le trasfusioni di sangue per i primi decenni della loro storia. Il tema semplicemente non era trattato.
Il fondatore Charles Taze Russell non vi fa alcun riferimento nei suoi scritti. Anche il suo successore Joseph Franklin Rutherford, che guidò l’organizzazione dal 1916 al 1942 e la trasformò radicalmente, non introdusse mai una proibizione delle trasfusioni.
Anzi: nel 1931, la rivista Golden Age (poi diventata Awake!) pubblicò articoli critici nei confronti dei vaccini — considerati una violazione della legge divina contro il mescolare sangue di animale con quello umano. Le trasfusioni, in quel contesto, non erano nemmeno menzionate come problema.
2. Il 1945: la svolta
Il 1° luglio 1945, la rivista The Watchtower pubblica un articolo che cambia tutto.
Il titolo è “Jehovah’s Law on Blood” (La legge di Geova sul sangue). Per la prima volta nella storia dell’organizzazione, la trasfusione di sangue viene esplicitamente condannata come violazione della legge biblica.
L’argomentazione si basa su tre passi scritturali:
- Genesi 9:4 — “Non mangerete carne con la sua vita, cioè il suo sangue.”
- Levitico 17:14 — “Non mangerete il sangue di nessuna creatura.”
- Atti degli Apostoli 15:28-29 — “Astenetevi dal sangue.”
La Watch Tower equipara la trasfusione di sangue all’ingestione di sangue, concludendo che riceverla equivale a violare un comando divino esplicito.
Non viene citata alcuna base medica. Non viene consultato alcun esperto. La dottrina nasce da un’interpretazione scritturale interna, prodotta da un comitato editoriale senza formazione medica.
3. L’escalation: da proibizione a dovere di rifiuto
Nei decenni successivi, la dottrina si irrigidisce progressivamente.
1961 — The Watchtower del 15 gennaio dichiara che un Testimone che accetti una trasfusione di sangue si è “separato dalla congregazione” (equivale all’attuale disfellowshipping). Il rifiuto diventa non solo una scelta personale, ma un requisito per mantenere l’appartenenza alla comunità.
1967 — La Watchtower estende la proibizione ai trapianti di organi, equiparandoli al “mangiare carne umana”. (Questa posizione verrà poi ritirata nel 1980, senza particolari spiegazioni.)
1978 — Vengono proibite anche le procedure di emodiluizione e il recupero intraoperatorio del sangue.
1982 — Viene introdotta la proibizione delle frazioni del sangue (albumina, immunoglobuline, fattori della coagulazione). La posizione su questi componenti sarà poi parzialmente rivista.
1989 — Vengono istituzionalizzati i Comitati di Collegamento con gli Ospedali (Hospital Liaison Committees, HLC): gruppi di anziani formati per assistere i Testimoni ricoverati e garantire che il rifiuto delle trasfusioni venga rispettato anche sotto pressione medica.
4. Le “frazioni”: la dottrina si complica
A partire dagli anni ’90 e in modo più esplicito nel 2000, la Watch Tower introduce una distinzione sempre più articolata tra sangue intero e sue componenti.
La posizione attuale — sintetizzata in The Watchtower del 15 giugno 2004 — è la seguente:
- Vietati: sangue intero, globuli rossi concentrati, piastrine, plasma fresco congelato (le quattro “componenti primarie”).
- Lasciati alla coscienza individuale: le frazioni derivate da ciascuna componente primaria (albumina, immunoglobuline, emoglobina purificata, fattori della coagulazione come il fattore VIII usato dagli emofiliaci, ecc.).
Questa distinzione ha generato critiche anche all’interno della comunità accademica: se il sangue intero è vietato perché “sacro”, come possono essere consentite le sue frazioni? La Watch Tower non ha mai fornito una risposta teologicamente coerente.
5. Le vittime
Non esiste un registro ufficiale delle morti causate dal rifiuto di trasfusioni tra i Testimoni di Geova. L’organizzazione non pubblica questi dati.
Le stime disponibili provengono da fonti mediche e accademiche:
- Muramoto O. (1998), British Medical Journal: stima che negli Stati Uniti muoiano ogni anno tra le 900 e le 1.200 persone Testimoni di Geova per rifiuto di trasfusioni.
- Gyamfi C. et al. (2003), American Journal of Obstetrics and Gynecology: documenta l’aumento del rischio di mortalità materna nelle partorienti TdG che rifiutano trasfusioni.
- Caso Baby Peter (Gran Bretagna, 2021): un neonato Testimone di Geova muore dopo che i genitori rifiutano una trasfusione salvavita. Il tribunale britannico aveva già autorizzato la trasfusione, ma l’intervento arrivò troppo tardi.
In Italia, la giurisprudenza sul tema è ampia. Il Tribunale di Roma, la Cassazione e diversi tribunali regionali hanno affrontato casi di rifiuto di trasfusioni, spesso in conflitto tra il diritto all’autodeterminazione del paziente adulto e la tutela della vita del minore.
6. I minori: il caso più critico
La posizione più controversa riguarda i bambini. I Testimoni adulti possono rifiutare le trasfusioni per se stessi — un diritto all’autodeterminazione che molti ordinamenti giuridici, incluso quello italiano, riconoscono con limiti.
Ma quando il rifiuto riguarda un minore, la situazione cambia radicalmente.
La dottrina Watch Tower è chiara: i genitori hanno il dovere di rifiutare le trasfusioni anche per i figli. I Comitati di Collegamento con gli Ospedali sono esplicitamente istruiti ad assistere i genitori in questa posizione.
In Italia, la Corte di Cassazione ha stabilito in più occasioni (tra cui Cass. Civ. n. 21748/2007 e successive) che il diritto alla vita del minore prevale sul diritto dei genitori di imporre scelte religiose che mettano in pericolo la vita del figlio. I tribunali possono — e in molti casi devono — autorizzare le trasfusioni contro la volontà dei genitori.
Nonostante questo, i casi di bambini morti per rifiuto di trasfusioni continuano a verificarsi, incluso in Italia.
7. L’accordo della Bulgaria (1994–1998): le due versioni della stessa dottrina
Nel giugno 1994, il Consiglio dei Ministri bulgaro rifiutò di rinnovare la registrazione della Watch Tower Society come organizzazione religiosa. Le ragioni riguardavano due questioni: il rifiuto del servizio militare e il rifiuto delle trasfusioni di sangue, incluse quelle per i bambini.
La WTS aprì un ricorso davanti alla Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo (Application No. 28626/95). Dopo quattro anni di procedimento, il 9 marzo 1998 le parti raggiunsero un accordo amichevole. Il testo dell’accordo includeva questa clausola:
«I pazienti Testimoni di Geova ricorrono all’uso del sistema medico per sé stessi e per i propri figli; ogni membro ha il diritto di avvalersi di questo liberamente a propria discrezione, senza alcun controllo o sanzione da parte del ricorrente.»
— Accordo amichevole, Application No. 28626/95, 9 marzo 1998 (traduzione dall’inglese)
Nello stesso giorno, la Watch Tower Society emanò un comunicato stampa che conteneva questa precisazione:
«I termini dell’accordo non riflettono un cambiamento nella dottrina dei Testimoni di Geova.»
— Watch Tower Bible and Tract Society, comunicato stampa, 27 aprile 1998 (traduzione dall’inglese)
In una lettera ai Sorveglianti di Circoscrizione del 26 aprile 2000, la WTS comunicò che la ricezione di trasfusioni di sangue veniva rimossa formalmente dall’elenco delle cause di disfellowshipping (espulsione) per essere riclassificata come causa di disassociazione — ovvero: il membro che accetta una trasfusione viene considerato come se avesse scelto spontaneamente di lasciare la congregazione. Il risultato pratico — l’interruzione di ogni contatto sociale, incluso quello familiare, con tutti i membri in buona posizione — rimase invariato.
Il modello di documentazione interna della WTS (Shepherd the Flock of God, 2010, pp. 111–112) conferma: se un membro accetta una trasfusione «senza pentimento», gli anziani «dovrebbero annunciare la sua disassociazione».
L’accordo firmato davanti alla Commissione Europea garantiva «nessun controllo o sanzione». La pratica interna manteneva le sanzioni attraverso un cambio di nome.
8. Pindo Mulla v. Spagna (2024): la Grande Camera si pronuncia
Il 17 settembre 2024, la Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso una sentenza rilevante per chiunque studi la questione delle trasfusioni e dei TdG.
Il caso riguardava Rosa Edelmira Pindo Mulla, una donna ecuadoriana residente in Spagna. Nel 2017, in previsione di un intervento programmato per un fibroma uterino, aveva compilato direttive anticipate di trattamento (Durable Power of Attorney e Advance Medical Directive, registrata nel registro nazionale spagnolo) rifiutando esplicitamente trasfusioni di sangue. Il 6 giugno 2018, ricoverata d’urgenza a Soria con grave emorragia, aveva ribadito il rifiuto in un documento firmato insieme al medico. Nonostante questo, durante l’intervento le fu somministrata una trasfusione contro la sua volontà dichiarata.
La Grande Camera — 17 giudici — ha stabilito che la somministrazione della trasfusione aveva violato:
- Articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata): il diritto all’autonomia personale e all’integrità fisica include il diritto di rifiutare un trattamento medico, anche se questo può avere conseguenze gravi sulla vita.
- Articolo 9 (libertà di coscienza e religione): il rifiuto di sangue basato su convinzioni religiose rientra nel perimetro di tutela della Convenzione.
La sentenza stabilisce che nessuna autorità medica — nemmeno in circostanze di emergenza — può ignorare il rifiuto preventivo e documentato di un paziente. L’obbligo di rispettare il rifiuto informato vale anche quando il paziente è un Testimone di Geova e il trattamento rifiutato è salvavita.
Questa pronuncia della Grande Camera non muta la valutazione critica della dottrina WTS sulle trasfusioni — che rimane, nelle sue conseguenze, la stessa descritta in questo articolo. Ma fissa un principio importante: il diritto di rifiutare una trasfusione è un diritto fondamentale riconosciuto dal diritto internazionale. Con questa sentenza cambia il quadro legale a tutela dell’autonomia del paziente adulto; la questione più problematica — quella dei bambini, per cui i genitori esercitano il rifiuto in loro vece — rimane aperta nei sistemi giuridici nazionali, incluso quello italiano.
9. La posizione di Morpheo
Sono cresciuto in questa dottrina. L’ho vissuta da bambino, poi da membro battezzato. Ho firmato la carta di non ammissione al sangue che si tiene nel portafoglio. Ho convinto me stesso che morire per questo principio sarebbe stato un atto di fede.
Oggi, leggendo le fonti primarie, vedo qualcosa di diverso.
Vedo una dottrina introdotta nel 1945 da uomini senza formazione medica, basata su un’interpretazione discutibile di testi scritti millenni prima che la medicina moderna esistesse. Vedo quella dottrina irrigidirsi per decenni, poi ammorbidirsi parzialmente — senza mai ammettere di aver sbagliato, senza mai fare i conti con chi è morto nel frattempo.
Vedo una distinzione tra “sangue intero” e “frazioni” che non ha senso teologico, ma che permette all’organizzazione di apparire più flessibile di fronte alla comunità medica internazionale.
Le statistiche citate sopra — Muramoto, Gyamfi, i casi giuridici italiani — documentano che bambini sono morti per applicazione di questa dottrina. Non in epoche remote: negli ultimi decenni, inclusa l’Italia.
Non chiedo a nessuno di credere a quello che credo io. Chiedo solo di leggere le fonti — che sono quelle dell’organizzazione stessa.
Fonti primarie e riferimenti
Pubblicazioni Watch Tower Society:
– The Watchtower, 1° luglio 1945, “Jehovah’s Law on Blood”
– The Watchtower, 15 gennaio 1961, pp. 63-64
– The Watchtower, 15 novembre 1967, p. 702 (trapianti)
– The Watchtower, 15 marzo 1980, p. 31 (revisione trapianti)
– The Watchtower, 15 giugno 2004, “Jehovah’s Witnesses and the Question of Blood”
– Sangue, medicina e la Legge di Dio, opuscolo WTS, 1961 (edizione italiana)
Letteratura accademica:
– Muramoto, O. (1998). “Bioethics of the refusal of blood by Jehovah’s Witnesses.” Journal of Medical Ethics, 24(4), 223-230.
– Gyamfi, C. et al. (2003). “Maternal and neonatal outcomes of pregnancies complicated by refusal of blood.” American Journal of Obstetrics and Gynecology.
– Dixon, J.L., & Smalley, M.G. (1981). “Jehovah’s Witnesses: The surgical/ethical challenge.” JAMA, 246(21).
Giurisprudenza italiana:
– Cass. Civ., Sez. I, 16 ottobre 2007, n. 21748
– Trib. Roma, varie sentenze su minori e trasfusioni (disponibili su DeJure e Leggi d’Italia)
Accordo Bulgaria e CEDU:
– Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo, Application No. 28626/95, Accordo amichevole, 9 marzo 1998.
– WTS, comunicato stampa, 27 aprile 1998. (disponibile su jwfacts.com/watchtower/bulgaria-blood-transfusions.php)
– WTS, Shepherd the Flock of God, 2010, pp. 111–112. (disassociazione per accettazione di trasfusioni)
– CEDU, Grande Camera, Pindo Mulla v. Spain, Application No. 46726/18, 17 settembre 2024. Disponibile su hudoc.echr.coe.int (n. 002-14378)
Hai trovato un errore o una fonte mancante? Scrivimi: [email protected]